Il corno di Amaltea
versione greco di Diodoro siculo
Traduzione n. 1

Eracle avndo voluto aiutare i Caledoni deviò il fiume Acheloo, e preparando un altro corso rese il territorio ampio e fertile, poiché irrigata dal fiume. Perciò anche alcuni dei poeti favoleggiano il fatto : dicono infatti che Eracle avesse attaccato battaglia contro l'Acheloo, essendosi il fiume trasformato in un toro. Durante la mischia rompendo uno dei corni lo regalò agli Etoli, che lo chiamarono il corno di Amaltea. In ciò i poeti inventano che vi sia una quantità di ogni tipo di frutta autunnale, di grappoli d'uva e di mele e di altri frutti simili; i frutti mostranola regione fertile irrigata dal fiume e la quantità degli alberi che producono frutti.

Traduzione n. 2

Eracle volendo ingraziarsi ai caledoni deviò il fiume Acheloo, ed escogitando (avendo escogitato) un'altro corso, rese la regione un luogo ampio e fertile, irrigato dalla corrente (fiume). Perciò alcuni dei poeti favoleggiano su una vicenda: dicono infatti che Eracle mosse battaglia contro Acheloo, poiché il fiume prese le sembianze di un toro, durante la lotta avendo rotto (spezzatosi) una delle due corna la donò agli atali, che chiamarono corno d'Amaltea. I poeti inventano che in esso c'è la maggior parte di tutta la frutta autunnale, grappoli d'uva, mele e altre cose simili. Le mele, i melograni e i grappoli d'uva rendono evidente che la regione essendo irrigata dal fiume è fruttifero e la maggior parte degli alberi producono frutti.