LA FIGURA DI ORFEO NEL RACCONTO DI DIODORO SICULO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE
Orfeo era figlio di eragro, trace di stirpe, che era di grand lunga superiore nell'educazione, nella cultura, nella melodia, nella poesia di coloro che sono ricordati, compose un poema ammirato e che si distingueva per l'attenzione al canto. Fece progressi a tal punto nella fama che sembrava che incatasse le belve e le piante con la melodia. Impegnato nella cultura e avendo imparato gli insegnamenti riguardo la teologia, viaggiò in Egitto, e là imparando molte cose diventò il più grande dei greci, nella teologia, sia nei riti, sia nei canti, sia nelle melodie.
traduzione da altro libro
Orfeo era figlio di Eagro, e di stirpe trace, superando di molto coloro che ricordano per cultura e melodia e arte poetica: e infatti compose un poema che destava ammirazione e che si distingueva con la melodia durante il canto. E a tal punto procedette alla fama che sembrava incantasse le belve e gli alberi con la melodia. Occupandosi della cultura e avendo imparato le cose narrate riguardo la sacra scrittura, partì per l'Egitto, e là avendo amparato inoltre molte cose divenne il più grande dei Greci non solo nelle sacre scritture ma anche nelle cerimonie religiose e lelle poesie e nei canti. Fece anche una spedizione con gli Argonauti e per amore nei confronti della moglie ebbe il coraggio straordinariamente di scendere nell'Ade, avendo allettato Persefone con l'armonia la convinse ad aiutar(lo) con i desideri e a concedergli di portare via sua moglie nell'Ade.