L'ATTO DI ACCUSA CONTRO SOCRATE
VERSIONE DI GRECO di Diogene Laerzio
Ἡ δ' ἀντωμοσία τῆς δίκης τοῦτον εἶχε τὸν τρόπον˙ ἀνακεῖται γὰρ ἔτι καὶ νῦν, φησὶ Φαβωρῖνος , ἐν τῷ Μητρῴῳ˙ "τάδε ἐγράψατο καὶ ἀντωμόσατο Μέλητος Μελήτου Πιτθεὺς Σωκράτει Σωφρονίσκου Ἀλωπεκῆθεν˙ ἀδικεῖ Σωκράτης, οὓς μὲν ἡ πόλις νομίζει θεοὺς οὐ νομίζων, ἕτερα δὲ καινὰ δαιμόνια εἰσηγούμενος˙ ἀδικεῖ δὲ καὶ τοὺς νέους διαφθείρων. τίμημα θάνατος.
Diversi tentativi di traduzione
La dichiarazione giurata del processo aveva questa natura: ancora oggi infatti è presente dice Favorino, nel registro statale: "Meleto, figlio di Meleto, del demo di Pito, contro Socrate, figlio di Sofronisco, del demo Alopece, presentò questa accusa e la giurò: Socrate è colpevole di non riconoscere gli dei che la città riconosce, e di introdurre altre nuove divinità; è colpevole anche di corrompere i giovani. Pena richiesta, la morte”.
Il giuramento del processo aveva questo tenore. Infatti è posto ancora adesso, dice Faborino, nell archivio:"queste cose scritte e giurate a sua volta da Meleto,figlio di Pitteo a Socrate figlio di Sofronisco di Alepotene;è ingiusto che Socrate non ritenendo Dei quelli che la città crede introduca cose nuove e sciagurate;è ingiusto anche distruggere le cose nuove. onorare i morti ".
La dichiarazione giurata, che si conserva ancora, come dice Favorino, nel Metroo, era così concepita: «Meleto, figlio di Meleto, del demo Pito, contro Socrate, figlio di Sofronisco, del demo Alopece, presentò quest'accusa e la giurò: Socrate è colpevole di non riconoscere gli dèi che la città riconosce e di introdurre altre nuove divinità; è colpevole anche di corrompere i giovani. Pena richiesta: la morte».
Paradigmi e verbi della versione