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VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro L'ordine delle parole
γὰρ ἡγεμόνος ἔτυχον ἀληθινοῦ καὶ νοῦν ἔχοντος, εὑρεθεῖεν ἂν ἐν τοῖς λόγοις οὕτως ὁμοίαν τὴν δύναμιν ἔχοντες ὥστε πᾶσιν εἶναι φανερὸν ὅτι τῆς αὐτῆς παιδείας μετεσχήκασιν. Καίτοι μηδενὸς ἔθους αὐτοῖς ἐγγενομένου κοινοῦ μηδὲ διατριβῆς τεχνικῆς ὑπαρξάσης οὐκ ἔστιν ὅπως ἂν εἰς τὴν ὁμοιότητα ταύτην κατέστησαν.
Ἔτι τοίνυν ὑμῶν αὐτῶν οὐδεὶς ἔστιν ὅστις οὐκ ἂν εἰπεῖν ἔχοι πολλοὺς τῶν συμπαιδευθέντων, οἳ παῖδες μὲν ὄντες ἀμαθέστατοι τῶν ἡλικιωτῶν ἔδοξαν εἶναι, πρεσβύτεροι δὲ γενόμενοι πλέον διήνεγκαν πρὸς τὸ φρονεῖν καὶ λέγειν τῶν αὐτῶν τούτων ὧν παῖδες ὄντες ἀπελείφθησαν. Ὅθεν μάλιστ' ἄν τις γνοίη τὴν ἐπιμέλειαν, ὅσην ἔχει δύναμιν· δῆλον γὰρ ὅτι τότε μὲν ἅπαντες τοιαύταις ἐχρῶντο ταῖς διανοίαις οἵας περ ἐξ ἀρχῆς ἔφυσαν ἔχοντες, ἄνδρες δὲ γενόμενοι τούτων διήνεγκαν καὶ μετήλλαξαν τὴν φρόνησιν τῷ τοὺς μὲν ἐκκεχυμένως ζῆν καὶ ῥᾳθύμως, τοὺς δὲ τοῖς τε πράγμασιν καὶ σφίσιν αὐτοῖς προσέχειν τὸν νοῦν.
TRADUZIONE
Quanti infatti hanno incontrato una guida sincera e assennata si troverebbe (euretheien è pass) che nell’elaborazione dei discorsi posseggono un’abilità così simile (gli uni agli altri) che a tutti è evidente che hanno partecipato della stessa forma di educazione. Eppure, se non si fosse radicato in essi un comune carattere, e se non ci fosse stato un addestramento tecnico, sarebbe stato impossibile giungere ad una tale uniformità (attenzione: il ge. ass. ha valore ipotetico, ed è la protasi implicita di un periodo ipotetico dell’irrealtà dipendente; l’apodosi è av katestesan. In italiano la trad lett. È impossibile: se non si fosse radicata…non è possibile che fossero arrivati . qui esti non regge l’infinito, ma una completava con opos).
Ancora, non c’è nessuno tra voi che non sarebbe pronto ad affermare che molti dei loro compagni di scuola (sumpaideuthenton), i quali, quando erano bambini, sembravano i più ignoranti dei loro coetanei, una volta diventati maturi si sono rivelati superiori per saggezza e abilità nel parlare (in greco ci sono due inf. sost. : “nell’essere saggi…”) proprio rispetto a coloro dai quali furono umiliati (“furono lasciati indietro, furono sopravanzati”) da bambini. Da qui si potrebbe dedurre quanta efficacia abbia la cura dell’educatore (c’è un’anastrofe: epimeleia, sogg. dell’echei nella int. ind. , è in rilievo e diventa ogg. di gnoie: “si potrebbe comprendere la cura educativa, quanto grande capacità abbia”): è infatti chiaro che allora (da piccoli) tutti quanti mettevano in campo quelle attitudini di cui erano stati alla nascita dotati dalla natura, mentre una volta divenuti uomini si differenziarono da questi e mutarono il loro modo di pensare per il fatto che (inf. sost. ) gli uni vivevano senza ritegno e senza impegnarsi, mentre questi ponevano attenzione agli affari e a se stessi.