Onestà degli antichi
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Inizio: Οὐ γάρ ὠλιγώρουν των κοινων, ουδ'ἀπελαυον μεν ως ιδιων, ἠμελουν δ'ώς ...
fine: ...ραδιως και περι των ιδιων και περι των κοινων ομονοησουσιν.
TRADUZIONE
Essi non tralasciarono gli interessi comuni non approfittavano del denaro pubblico me se fosse il lro trascurandolo però come se fosse di altri ma ne avevano cura come del proprio tenendosene comunque lontani come bisogna da ciò che non ci appartiene affatto. E non giudicavano la felicità in base al denaro ma per loro possedeva la ricchezza iù sicura e bella chi compiva gesta foriere di gloria per lui e di grandissima fama per i suoi figli. Non si invidiavano fra loro le azioni audaci ne coltivavano privati sogni di gloria ma temevano di più l'onta presso i concittadini che la morte per la patria e si vergognavano degli errori della collettività più di quanto adesso ci si vergogni dei propri. E la causa di ciò era che cercavano di avere leggi esatte e giuste non tanto quelle relative agli affari privati quanto quelle di pubblica morale sapevano infatti che gli uomini onesti non avrebbero assolutamente avuto bisogno di molte formule scritte ma sulla base di pochi principi avrebbero trovato facilmente l'accordo su ogni questione privata e pubblica