Philosophi autem qui vocantur, si qua forte vera et fidei nostrae accomodata dixerunt, maxime platonici, non solum formidanda non sunt, sed ab eis etiam tamquam ab iniustis possessoribus in usum nostrum vindicanda. Sicut enim Aegyptii non tantum idola habebant et onera gravia, quae populus Israhel detestaretur et fugeret, sed etiam vasa atque ornamenta de auro et argento et vestem, quae ille populus, exiens de Aegypto sibi potius tamquam ad usum meliorem clanculo vindicavit, non auctoritate propria sed praecepto Dei, ipsis Aegyptiis nescienter commodantibus ea quibus non bene utebantur, sic doctrinae omnes gentilium non solum simulata et superstitiosa figmenta gravesque sarcinas supervacanei laboris habent, quae unusquisque nostrum duce Christo de societate gentilium exiens debet abominari atque devitare, sed etiam liberales disciplinas usui veritatis aptiores et quaedam morum praecepta utilissima continent; deque ipso uno Deo colendo nonnulla vera inveniuntu
Non solo non dobbiamo temere ciò che hanno detto i filosofi antichi, soprattutto i platonici, quando i loro detti sono veri e congeniali alla nostra fede ma dobbiamo rivendicarli da loro come da ingiusti possessori. Gli Egizi non solo avevano idoli che il popolo di Israele detestava ma anche molte cose preziose, d'oro e d'argento, e stoffe di pregio che Israele fuggendo dall'Egitto rivendicò a sè per un uso migliore e ciò fece non per autorità propria ma su comando di Dio, poiché gli stessi egiziani erano inconsapevoli e non usavano bene ciò che avevano. Così se è vero che le dottrine dei pagani contengono elementi falsi e superstiziosi o inutili che ciascuno di noi, secondo le parole del Cristo, uscendo dalla società pagana, deve odiare ed evitare, è anche vero che le discipline liberali sono adattabili all'uso della verità e esistono, sempre fra i pagani, utilissimi precetti morali e persino riferimenti al culto di un unico Dio. Non dimentichiamo le vesti e gli abiti preziosi che raffigurano le istituzioni umane congeniali e buone per la società degli uomini, delle quali non possiamo fare a meno in questa vita, e che è lecito dunque ricevere e mantenere purchè le si converta a un uso cristiano. Non fecero ciò molti buoni fedeli cristiani? Quanto oro e quanto argento e quante belle vesti portarono fuori dall'Egitto Cipriano, dottore dolcissimo e martire beatissimo, e Lattanzio e Vittorino e Ilario di Poitiers, per non parlare dei miei contemporanei? Quanti innumerevoli padri greci fecero ciò? Per primo agì così Mosè, fedelissimo al Signore, del quale si sa che fu erudito e istruito in tutti i rami della sapienza egizia.