Sophus quidam, cum forte victorem gymnici certaminis iactantiorem vidisset, ...levissima re facile intumescunt.

Un certo saggio, quando vide per caso un vincitore di una lotta ginnica che si vantava con moltissima arroganza, gli chiese: "Per favore, di(sott. a me dimmi)*: il tuo avversario era forse più forte di te?". Quello gli rispose: "Non dire questo**! Non esisteva [c'era] nessuno così forte che mi potesse superare, infatti le mie forze erano di gran lunga superiori!". Allora il saggio: "Dunque, sciocco, quale onore hai meritato, se tu, che sei più forte con le forze, hai battuto uno meno forte? Saresti stato giustamente lodato da tutti, se avessi vinto qualcuno più forte!". Così sia trattenuta*** la presunzione di coloro che s'insuperbiscono facilmente per una cosa molto insignificante.

* imperativo di dico IIsing. dīce o dīc
** dixeris congiuntivo perfetto seconda persona singolare - qui abbiamo il cosidetto "congiuntivo esortativo (negativo).
*** congiuntivo esortativo

Ulteriore proposta di traduzione

Un certo Sofo, avendo visto per caso un vincitore che si vantava della gara ginnica, lo interrogò: "dimmi, ti prego: forse il tuo avversario fu più forte di te?" Quello gli rispose: "non dovresti dire questo! Nessuno era tanto forte da potermi superare, le mie forze furono molto superiori!". Allora Sofo: "quale onore dunque, sciocco, ti sei guadagnato, se tu, essendo più forte in forze, hai vinto una persona meno forte? Tu dovresti essere a buon diritto elogiato da tutti se avessi vinto qualcuno più forte!". Così sia frenata la presunzione di coloro che si vantano facilmente di una cosa lievissima.

(By Maria D. )

Versione tratta da Fedro