Cum et contra voluntatem meam et praetor opinionem accidisset, ut mihi cum imperio in provinciam proficisci necesse esset, in multis et variis molestiis cogitationibusque meis haec una consolatio occurrebat, quod neque tibi amicior, quam ego sum, quisquam posset succedere neque ego ab ullo provinciam accipere; quod si tu quoque eandem de mea voluntate erga te spem habes, ea te profecto numquam fallet. A te pro nostra summa coniunctione tuaque singulari humanitate etiam atque etiam quaeso et peto, ut, quibuscumque rebus poteris— poteris autem plurimis—, prospicias et consulas rationibus meis.
Essendo accaduto contro la mia volontà e l'aspettativa (del pretore ? ) *** che fosse inevitabile che io partissi per la provincia investito del sommo potere, tra i molti miei disagi e riflessioni mi si presentava quest'unica consolazione, che nessuno potesse succedermi come più amico di te, di quanto io sia, e che io non potessi ricevere l'incarico da nessuno; e se tu hai la stessa speranza a proposito del mio sentimento verso di te, certo essa non ti deluderà mai. Ti chiedo e perfino ti imploro, in nome della nostra grandissima familiarità e della tua straordinaria benevolenza, di intravedere i miei interessi e di provvedervi, con qualsiasi mezzo tu possa - e potrai certamente con numerosissimi-.
***nota del nostro tutor che ha tradotto la versione