Antiqui tibiae inventum Minervae tribuerunt. Dea, quia adsimulare cupiebat venti sibilum...Turbata tibiam abiecit nec postea unquam cecinit.

Gli antichi conferirono alla dea Minerva la scoperta/l'invenzione del flauto. La dea, poiché desiderava riprodurre il fischio del vento, bucò l'osso di un cervo e ottenne il flauto. Felice per la sua invenzione, suonò il flauto dinanzi agli dei dell'Olimpo. Mentre suona(va) (lett. presente), Afrodite ed Era sorridevano; Minerva, come le vide, smise di suonare e fuggì con lo strumento sotto il braccio. In vero le dee non avevano disprezzato il flauto, ma avevano sorriso perché ella, mentre suona(va), aveva fatto gonfiare le guance e aveva deformato i suoi graziosi (pulcher) lineamenti. Minerva irritata vagò per i campi a lungo, dopo si mise seduta presso un ruscello ed iniziò a suonare di nuovo: allora vide la sua figura e comprese il motivo del riso delle dee. Turbata gettò il flauto ed in seguito non suonò mai più.