Miseriae nostrae potius velim quam inconstantiae tribuas quod a Vibone quo te arcessebamus subito discessimus. Adlata est enim nobis rogatio de pernicie mea, in qua quod correctum esse audieramus erat eius modi ut mihi ultra quadrigenta milia liceret esse, illuc pervenire non liceret. Statim iter Brundisium versus contuli ante diem rogationis, ne et Sicca, apud quem eram, periret et quod Melitae esse non licebat. Nunc tu propera ut nos consequare, si modo recipiemur. Adhuc invitamur benigne, sed quod superest timemus. Me, mi Pomponi, valde paenitet vivere, qua in re apud me tu plurimum valuisti. Sed haec coram. Fac modo ut venias.
Vorrei che tu dessi credito alla nostra condizione infelice più che all’incoerenza il fatto che siamo partiti all’improvviso da Vibo Valentia, dove ti chiedevamo di venire. Ci è stata portata infatti la proposta di legge sulla mia rovina, nella quale ciò che avevamo udito essere stato emendato era di tal fatta che mi era consentito stare oltre le quattrocento miglia e non mi era permesso venire lì. Immediatamente il giorno prima della presentazione della proposta di legge io rivolsi il mio viaggio verso Brindisi, e perché non avesse dei guai Sicca, a casa del quale mi trovavo, e per il fatto che non era lecito stare a Malta. Ora affrettati a raggiungerci se pure saremo accolti. Fino a questo momento veniamo invitati gentilmente, ma temiamo ciò che resta. O mio Pomponio, mi rincresce molto di vivere, nella qual cosa nei miei confronti tu avesti moltissima influenza. Ma (vedremo) di persona queste cose. Cerca solo di venire.