Cum Dionysius tyrannus carmina sua maxime praedicaret omnes eius poeticam facultatem laudibus extollebant. ... Eius libertate Dionysius ita delectatus est ut poetam in convivio retinuerit.

Quando il tiranno Dionisio celebrava moltissimo i suoi versi tutti magnificavano con le lodi la sua capacità poetica. Il solo poeta Filosseno non si scese nell'adulazione del suo signore ma, quando una volta Dionisio aveva recitato versi stupidi, riprese le loro imperfezioni. Il tiranno si offese di tale franchezza ed ordinò che Filosseno fosse rinchiuso in un carcere. Il giorno seguente però lo ricevette di nuovo ad un banchetto e, dopo che ebbe recitato alcuni versi, (gli) domandò cosa ne pensasse. Filosseno non rispose al tiranno, ma, rivolto ai suoi servi, chiese di essere riportato nel carcere. Dionisio fu così divertito dalla sua franchezza che trattenne il poeta nel banchetto.