COME DIOGENE ALL'ASSEDIO DI CORINTO
VERSIONE DI GRECO di Luciano
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pagina 563
TRADUZIONE
ma da quando sono state sconvolte queste cose che ci stanno ora - la guerra contro i barbari e la sconfitta in Armenia e le vittorie continue - non c'è nessuno che non scriva di storia; piuttosto tutti vogliono essere tucididi e erodidi e senofonti e, come sembrava, era dunqeu vera l'affermazione "la guerra è il padre di tutte le cose", se anche colui che scrive lasciò crescere in un solo attacco così tanti storici? dunque, o caro amico, osservendo e ascoltando ciò, mi è giunto in mente quello di Sinope; infatti quando si diceva che Filippo fosse ormai in marcia, tutti i corinzi si agitarono e si misero al lavoro, chi preparando armi, chi portando pietre, chi rinforzando il muro e i bastioni, chi facendo qualcosa di utile l'un l'altro. diogene osservando queste cose, poiché non aveva nulla da fare, - infatti nessuno aveva bisogno in nulla di lui - dopo essersi cinto il mantello con molto zelo, anche lui rotolava la botte, nella quale era solito vivere, su e giù per il Craneio. e poiché qualche amico gli chiese: "perchè Diogene fai questo?" "rotolo" disse "anche io la mia botte affinché non sembri che sia l'unico a non fare nulla in mezzo a tutto questo lavorare. "