IL MITO DELLA BIGA ALATA
VERSIONE DI GRECO di Platone

Dei (due cavalli), lo diciamo, uno é buono e l'altro invece no; ma quale sia la virtù di quello buono e quale la malvagità di quello cattivo, non l'abbiamo detto dobbiamo perciò dirlo ora. Ebbene quello che si trova dei due cavalli nella posizione migliore ha portamento eretto ed é ben fatto, tiene dritto il collo, ha il naso adunco, é bianco a vedersi, ha gli occhi neri, ma l' onore insieme alla moderazione e al pudore, é amico della vera opinione, non ha bisogno di frusta e per guidarlo basta l' incitamento verbale. L' altro, al contrario, é storto, grosso, malfatto, ha il collo robusto e corto, il muso schiacciato, il manto nero, gli occhi grigi e iniettati di sangue, é amico della violenza e dell' arroganza, peloso intorno alle orecchie, sordo e obbedisce a malapena a frusta e pungoli insieme. Quando dunque l' auriga, alla vista della persona amata, abbia propagato in tutta l' anima il calore di questa sensazione e si sia colmato dei pungoli dell' eccitazione e del desiderio, il cavallo che gli obbedisce, frenato anche in queste circostanze come sempre dal pudore, si trattiene dal saltare addosso all' amato. L' altro invece non si cura più né dei pungoli dell' auriga né della frusta, ma salta e si comporta violentemente, arrecando al compagno di giogo e all' auriga molestie d' ogni genere e costringendoli ad andare verso l' amato e a ricordargli le delizie di Afrodite.