LA NASCITA DI EROS VERSIONE DI GRECO di Platone TRADUZIONE dal libro Triakonta

INIZIO: Οτε εγενετο η Αφροδιτη, ηστιωντο οι θεοι FINE: υος ων ο Ερως εν τοιαυτῃ τυχῃ καθεστηκεν

TRADUZIONE n. 1 triakonta

quando nacque Afrodite, gli dei diedero un banchetto e fra gli altri anche Poros figlio di Matis. quando finirono di mangiare giunse Penia per mendicare poiché c'era un banchetto e stava sulla soglia. dunque Poros ubriacatosi di nettare- infatti non c'era ancora il vino- entrando nel giardino di Zeus appesantito dal vino si addormentò. allora Penia tramando di avere un figlio da Poros a causa della mancanza di risorse si sdraiò accanto a lui e generò eros. per questo eros è seguace e ministro di Afrodite, essendo stato concepito nel giorno della sua nascita, ed essendo inoltre amante del bello per natura e poiché Afrodite è bella. dato dunque che eros è figlio di Poros e Penia si trova in questa situazione.

traduzione n. 2 da altro libro

Quando nacque Afrodite gli dei si trovavano a banchetto e tra gli altri c'era anche Poro il figlio di Metide. Avevano già finito di pranzare quando giunse Penia per elemosinare dato che sontuoso era stato il banchetto e se ne rimase sull'uscio. In quel mentre Poro gonfio di nettare (il vino infatti non era ancora conosciuto) se ne uscì nel giardino di Giove e mezzo ubriaco com'era s'addormentò. Allora Penia sempre afflitta dalle sue angustie pensò se non le fosse possibile avere un figlio da Poro e così gli si stese al fianco e restò incinta di Amore. Per questo Amore è compagno e ministro di Afrodite perché fu concepito nel giorno della sua nascita ed è nello stesso tempo amante del bello perché bella è Afrodite. D'altro canto per il fatto che Amore è figlio di Poro e di Penia si trova in questa condizione. Anzitutto è sempre povero e tutt'altro che delicato e bello come i più se lo figurano; anzi è grossolano mezzo selvatico sempre scalzo vagabondo dorme sempre per terra allo scoperto davanti agli usci e nelle strade sotto il sereno perché ha la natura della madre ed è tutt'uno con la miseria. Per parte del padre invece è fatto per insidiare ciò che è bello e buono essendo di natura virile audace violento gran cacciatore sempre pronto a tramare inganni amico del sapere ricco di espedienti tutta la vita dedito a filosofare abilissimo imbroglione esperto di veleni sofista. Inoltre né immortale né mortale ma in uno stesso giorno sboccia rigoglioso alla vita e muore poi torna a vivere grazie a mille espedienti e in virtù della natura paterna; sfumano tra le sue dita le ricchezze che si procura così che Amore non è mai al verde e mai ricco. Inoltre è a mezzo tra sapienza e ignoranza. Ecco come: nessun dio s'occupa di filosofia né ambisce a diventar sapiente (ché già lo è) né del resto chi è sapiente si dedica alla filosofia; d'altra parte nemmeno gli ignoranti si dedicano alla filosofia né ambiscono a diventar sapienti; e questo è il brutto dell'ignoranza che chi non è né bello né buono né saggio crede invece di esserlo abbondantemente; naturalmente chi non si accorge di esser privo di qualcosa non desidera quello di cui non sente il bisogno. " "Ma allora feci io, chi sono Diotima quelli che si dedicano alla filosofia se non sono né i sapienti né gli ignoranti?" "Ma è chiaro mi rispose, anche un bambino lo capirebbe che son quelli che stanno in una posizione intermedia tra i primi e i secondi e tra questi c'è anche Amore. La sapienza infatti è tra le cose più belle e Amore ama le belle cose e quindi necessariamente è anche filosofo e come tale sta fra il sapiente e l'ignorante. E la sua origine è un pò la causa di tutto questo: suo padre è sapiente e pieno di estro ma sua madre invece non lo è affatto è ignorante. Tale Socrate è la natura di questo demone. Come poi tu immaginavi che fosse non c'è da meravigliarsi; per quel che ho potuto capire dalle tue parole credevi che Amore fosse colui che si ama non colui che ama. Ecco perché io penso ti sembrava così bello. Infatti chi è amato è veramente bello seducente perfetto degno di ogni felicità; colui che ama invece ha un altro aspetto quale io ti ho descritto.