LA NATURA DI EROS
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Ellenion

Πόρου καὶ Πενίας ὑὸς ὢν ὁ Ἔρως ἐν τοιαύτῃ τύχῃ καθέστηκεν. πρῶτον μὲν πένης ἀεί ἐστι, καὶ πολλοῦ δεῖ ἁπαλός τε καὶ καλός, οἷον οἱ πολλοὶ οἴονται, ἀλλὰ σκληρὸς καὶ αὐχμηρὸς καὶ ἀνυπόδητος καὶ ἄοικος, χαμαιπετὴς ἀεὶ ὢν καὶ ἄστρωτος, ἐπὶ θύραις καὶ ἐν ὁδοῖς ὑπαίθριος κοιμώμενος, τὴν τῆς μητρὸς φύσιν ἔχων, ἀεὶ ἐνδείᾳ σύνοικος. κατὰ δὲ αὖ τὸν πατέρα ἐπίβουλός ἐστι τοῖς καλοῖς καὶ τοῖς ἀγαθοῖς, ἀνδρεῖος ὢν καὶ ἴτης καὶ σύντονος, θηρευτὴς δεινός, ἀεί τινας πλέκων μηχανάς, καὶ φρονήσεως ἐπιθυμητὴς καὶ πόριμος, φιλοσοφῶν διὰ παντὸς τοῦ βίου, δεινὸς γόης καὶ φαρμακεὺς καὶ σοφιστής· καὶ οὔτε ὡς ἀθάνατος πέφυκεν οὔτε ὡς θνητός, ἀλλὰ τοτὲ μὲν τῆς αὐτῆς ἡμέρας θάλλει τε καὶ ζῇ, ὅταν εὐπορήσῃ, τοτὲ δὲ ἀποθνῄσκει, πάλιν δὲ ἀναβιώσκεται διὰ τὴν τοῦ πατρὸς φύσιν, τὸ δὲ ποριζόμενον ἀεὶ ὑπεκρεῖ, ὥστε οὔτε ἀπορεῖ Ἔρως ποτὲ οὔτε πλουτεῖ, σοφίας τε αὖ καὶ ἀμαθίας ἐν μέσῳ ἐστίν.

TRADUZIONE

Dunque, in quanto figlio dell’Espediente e della Povertà, l’Amore si trova a stare in tale sorte: Anzitutto è sempre povero e tutt'altro che delicato e bello come i più se lo figurano; anzi è grossolano mezzo selvatico sempre scalzo vagabondo dorme sempre per terra allo scoperto davanti agli usci e nelle strade sotto il sereno perché ha la natura della madre ed è tutt'uno con la miseria. Per parte del padre invece è fatto per insidiare ciò che è bello e buono essendo di natura virile audace violento gran cacciatore sempre pronto a tramare inganni amico del sapere ricco di espedienti tutta la vita dedito a filosofare abilissimo imbroglione esperto di veleni sofista. Inoltre né immortale né mortale ma in uno stesso giorno sboccia rigoglioso alla vita e muore poi torna a vivere grazie a mille espedienti e in virtù della natura paterna; sfumano tra le sue dita le ricchezze che si procura così che Amore non è mai al verde e mai ricco. Inoltre è a mezzo tra sapienza e ignoranza natura paterna; sfumano tra le sue dita le ricchezze che si procura, così che Amore non è mai al verde e mai ricco. Inoltre è a mezzo tra sapienza e ignoranza. Ecco come: nessun dio s’occupa di filosofia, né ambisce a diventar sapiente (ché già lo è), né, del resto, chi è sapiente, si dedica alla filosofia; d’altra parte, nemmeno gli ignoranti si dedicano alla filosofia, né ambiscono a diventar sapienti; e questo è il brutto dell’ignoranza, che chi non è né bello, né buono, né saggio, crede, invece, di esserlo abbondantemente; naturalmente chi non si accorge di esser privo di qualcosa, non desidera quello di cui non sente il bisogno

Traduzione n. 2

Dunque per il fatto che Eros è figlio di Poro e Povertà, si trova in questa situazione.
Innanzitutto è sempre povero e tutt'altro che delicato e bello, come molti pensano, anzi è grossolano, rude, scalzo, senza casa, poiché sta sempre per terra e nudo, si addormenta davanti alle porte e nelle strade all'aperto; poiché ha la natura della madre, che convive sempre con la miseria.
Per parte di padre invece, è perfido con i belli e i buoni, essendo virile, sfacciato, impetuoso, crudele cacciatore, sempre in cerca di qualche espediente, amante del sapere e ingegnoso, dedito a filosofare per tutta la vita, abile stregone, farmacista e sapiente; per natura non è né immortale, né mortale, ma talvolta in uno stesso giorno sboccia e vive, quando è in pieno rigoglio, talvolta invece muore, poi torna a vivere a causa della natura del padre.