SI PROCACEM LIBERTATEM FUGIMUS, SERVITUTEM IPSAM FUGIMUS (maturità 1959)
VERSIONE DI GRECO di Platone

τοις δὴ ελεύθερα διώκουσιν ἢθη καì φεύγουσιν τòν δούλειον ζυγòν ὡς ὂν κακòν, εὐλαβεἶσθαι συμβουλεύοιμ'ἄν μή ποτε ἀπληστìᾳ ἑλευθερìας ἀκαìρου τινός εἰς τò τὦν προγòνων νòστημα ἐμπεσωσιν, ὅ διά τὴν ἂγαν ἀναρχìαν οἱ τòτε ἒπαθον, αμετρῳ ἐλευθερìας χρώμενοι ἒρωτι. οἰ γάρ πρò Διονυσìου καì Ιππαρìνου αρξάντων Σικελιῶται τòτε ὡς ᾢοντο ευδαιμòνος ἔζον, τρυφῶντες τε καì ἃμα ἀρχòντων ἂρχοντες · οἵ καì τούς δέκα στρατηγούς κατέλευσαν βάλλοντες τούς πρò Διονυσìου, κατά νòμον οὐδενα κρìναντες, ἳνα δή δουλεύοιεν μηδενì μητε σύν δικῃ μήτε νòμῳ δεσπòτῃ, ἐλευθεροι δ'εἶεν πάντῃ παντωσ· ὃθεν αἱ τυραννìδες ἐγένοντο αὐτοῖς. δουλεìα γάρ καì ἐλευθερìα ὑπερβαλλουσα μέν ἑκατέρα πάγκακον, ἒμμετρος δέ οὖσα πανάγαθον · μετρìα δέ ἡ θεῷ δουλεìα, ἂμετρος δέ ἡ τοῖς ἀνθρώποις ·θεος δε ανθρωποις σωφροσιν νομος, αφροσιν δε ηδονη.

TRADUZIONE

a coloro che inseguono i liberi costumi e rifuggono dal giogo della schivitù, perché pensano sia un male, io potrei consigliare di guardarsi dal cadere, per un forte desiderio di una libertà inopportuna, nella malattia dei loro antenati, che quelli di allora subirono per l'eccessiva anarchia, sfruttando un amore smisurato per la libertà. I Sicelioti, infatti, prima che avessero il potere Dionisio e Ipparino, vivevano, a quel che si pensava, felicemente, passando il tempo nel lusso e nello stesso tempo comandando chi li comandava; questi fecero anche lapidare i dieci strateghi prima di Dionisio, giudicandoli senza nessuna legge, per non essere assoggettati a nessun padrone né per giustizia né per legge, e per essere liberi del tutto; e da qui a loro capitarono le tirannidi. Infatti servitù e libertà che oltrepassano il limite sono entrambe un male totale, mentre quando sono moderate sono assolutamente un gran bene; misurata è la sottomissione ad un dio, senza misura quella agli uomini; un dio per gli uomini saggi è legge, per quelli dissennati invece è legge il piacere.