COME SI PRATICANO I SACRIFICI A SPARTA
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
ο βασιλεύς. θύει μέν γάρ πρώτον οίκοι ών Διί Αγήτορι καί τοίς σιοίν : ήν δέ ενταύθα καλλιεργήση, λαβών ο πυρφόρος πύρ από τού βωμού προηγείται επί τά όρια τής χώρας: ο δέ βασιλεύς εκεί αύ θύεται Διί καί Αθηνά. όταν δέ αμφοίν τούτοιν τοίν θεοίν καλλιερηθή, τότε διαβαίνει τά όρια τής χώρας: καί τό πύρ μέν από τούτων τών ιερών προηγείται ούποτε αποσβεννύμενον, σφάγια δέ παντοία έπεται. αεί δέ όταν θύηται, άρχεται μέν τούτου τού έργου έτι κνεφαίος, προλαμβάνειν βουλόμενος τήν τού θεού εύνοιαν. πάρεισι δέ περί τήν θυσίαν πολέμαρχοι, λοχαγοί, πεντηκοντήρες, ξένων στρατίαρχοι, στρατού σκευοφορικού άρχοντες, καί τών από τών πόλεων δέ στρατηγών ο βουλόμενος: πάρεισι δέ καί τών εφόρων δύο, οί πολυπραγμπνούσι μέν ουδέν, ήν μή ο βασiλεύς προσκαλή: ορώντες δέ ό τι ποιεί έκαστος πάντας σωφρονίζουσιν, ως τό εικός. όταν δέ τελεσθή τά ιερά, ο βασιλεύς προσκαλέσας πάντας παραγγέλλει τά ποιητέα.
TRADUZIONE
Innanzitutto il Re celebra in patria un sacrificio in onore di Zeus Aghètor e degli dei che lo accompagnano; se l'esito di questo rito è positivo, il "latore del fuoco" prende una favilla dall'altare e la porta fino ai confini della regione; e lì il re fa un nuovo sacrificio, in onore di Zeus e di Atena. Una volta che il rito per entrambe queste divinità abbia avuto esito favorevole, egli oltrepassa i confini della regione, e il fuoco preso da questi sacrifici viene portato avanti senza lasciarlo spegnere, mentre seguono animali sacrificali di ogni tipo. Tutte le volte che il re celebra un sacrificio si mette all'opera prima delle luci del mattino, desiderando catturare in anticipo la benevolenza del dio. .A presenziare la cerimonia ci sono polemarchi, locaghi, pentekostères e comandanti di contingente dei mercenari, capi del gruppo addetto alle salmerie e chi lo desideri fra i generali delle città che partecipano alla spedizione; sono presenti anche due degli efori, i quali non intraprendono alcuna azione particolare - a meno che non sia il sovrano stesso a richiederlo - però osservano quello che fa ciascuno dei presenti e lo correggono, come è naturale che sia. Una volta che i riti siano compiuti il re chiama a conclilio tutti e annuncia che cosa si debba fare.