La religione di Socrate
VERSIONE DI GRECO Senfonte e TRADUZIONE

Per quanto riguarda gli dèi era evidente che Socrate faceva e diceva nel modo che la Pizia risponde a quanti la interrogano come si debba fare o circa i sacrifici o circa il rispetto verso i progenitori o circa qualche altra cosa siffatta; giacché la Pizia risponde che si comporta piamente chi si comporta secondo la legge della città, e Socrate così faceva egli stesso ed esortava gli altri a fare; e quanti si comportassero diversamente egli stimava fossero persone troppo diligenti e vane. E pregava semplicemente gli dèi che gli concedessero quanto è bene, poiché gli dèi sanno ottimamente quali sono le cose buone; invece coloro che pregando chiedono oro, argento o la signoria o qualcun'altra delle cose siffatte pensava non chiedessero nulla di diverso che se pregassero per il gioco dei dadi o per una battaglia o per un'altra delle cose che evidentemente è incerto come andranno a finire. Facendo poi piccoli sacrifici da piccole sostanze riteneva di non essere punto da meno di coloro che da molte e grandi ricchezze fanno molti e grandi sacrifici. Infatti sosteneva che agli dèi non si addice il compiacersi più di grandi che di piccoli sacrifici; giacché così a loro riuscirebbero sovente più graditi i sacrifici dei malvagi che dei buoni; né per gli uomini sarebbe cosa degna il vivere se agli dèi riuscissero più accette le offerte da parte dei malvagi che quelle da parte dei buoni; ma stimava che gli dèi si compiacciano soprattutto degli onori che ricevono dalle persone più pie. Ed egli stesso disprezzava tutte le cose umane di fronte ai consigli che riceveva da parte degli dèi.