Πῶς οὖν αὐτὸς ὢν τοιοῦτος ἄλλους ἂν ἢ ἀσεβεῖς ἢ παρανόμους ἢ λίχνους ἢ ἀφροδισίων ἀκρατεῖς ἢ πρὸς τὸ πονεῖν μαλακοὺς ἐποίησεν; Ἀλλ' ἔπαυσε μὲν τούτων πολλοὺς ἀρετῆς ποιήσας ἐπιθυμεῖν καὶ ἐλπίδας παρασχών, ἂν ἑαυτῶν ἐπιμελῶνται, καλοὺς κἀγαθοὺς ἔσεσθαι· καίτοι γε οὐδεπώποτε ὑπέσχετο διδάσκαλος εἶναι τούτου, ἀλλὰ τῷ φανερὸς εἶναι τοιοῦτος ὢν ἐλπίζειν ἐποίει τοὺς συνδιατρίβοντας ἑαυτῷ μιμουμένους ἐκεῖνον τοιούτους γενήσεσθαι. (Versione greco da Senofonte)

In che modo dunque essendo lui stesso tale oltraggiò (lett pres) in modo sacrilego gli altri o li rese violenti nei piaceri fisici, o deboli nel sopportare le fatiche? Impedì invece molte di queste cose (τούτων) portandoli a desiderare la virtù e dandogli speranza, se si fossero dedicati a loro stessi, di diventare belli e virtuosi. Eppure non si è mai impegnato ad essere loro maestro ma a chi gli era chiaro questo gli faceva sperare che quelli che coloro che passavano il tempo con lui imitandolo sarebbero diventati tali (uguali a lui).
(By Anna Maria Di Leo)

ANALISI GRAMMATICALE DI QUESTO BRANO