Ο δε θεος ανηρει αυτοις Μινωι διδοναι δικας ας αν αυτος αιροιτο. Πεμψαντες ουν προς Μινωα επετρεπον αιτειν δικας. ... δε του νεκρου κριθεις εν Αρειω Παγω και καταδικασθεις προς Μινοα εφευγε.
Il Dio ordinava loro di pagare il fio a Minosse (δίκας διδόναι = pagare il fio) che (ας) avrebbe (αἱρέω verbo mediopassivo presente ottativo singolare terza) preferito. Stabilivano dunque di mandare dei messaggeri (Lett. Πεμψαντες è participio aoristo) per chiedere a Minosse il tributo. E Minosse ordinava loro di mandare in pasto al Minotauro sette fanciulli e uguali fanciulle senza armi. Era egli stesso rinchiuso in un labirinto nel quale non era possibile a chi entrava di uscirne. L'uscita era sbarrata da molto intrecciati meandri. L'aveva progettata (lett. imperfetto "la progettava") Dedalo il figlio di Eupalamo (a sua volta) figlio di Metione e Alcippe. Era infatti il migliore fra gli architetti ed il primo inventore delle arti figurate (statue, rappresentazioni). Costui fuggiva da Atene dopo aver buttato dall'Acropoli di Atene Talo il figlio di sua sorella, che era un (suo) allievo poiché aveva timore che quello, per innato talento, lo superasse. Dopo che fu scoperto il cadavere e dopo esser stato processato nell'Aeropago e condannato fuggiva da Minosse.