IL CAVALLO DI TROIA
versione di greco di Apollodoro
versione dal libro greco per il biennio

Ἡμἑρας γενομἑνης ἒρημον οἱ Τρῶες τὸ τῶν Ελλἠνων στρατόπεδον θεασάμενοι καί νομίσαντες αὐτοὺς πεφευγέναι, περιχαρέντες εἶλκον τόν ἵππον καί παρὰ τοῖς Πριάμου βασιλείος στήσαντες ἐβουλεύοντο τί χρὴ ποιεῖν. Κασάνδρος δέ λεγούσης ἒνοπλον ἐν αὐτῶ (iota sottos. ) δύναμιν εἶναι καί προσέτι Λαοκόωντος τοῦ μάντεως ταὐτὸ λέγοντος, τοῖς μεν ἐδόκει κατακαίειν, τοῖς δε κατὰ βαράθρων ἀφιέναι. Δόξαν δε τοῖς πολλοῖς ἳνα αὐτὸν ἐάσωσι θεῖον ἀνάθημα, τραπέντες ἐπὶ θυσίαν εὐωχοῦντο. Απολλων δε αὐτοῖς σημεῖον ἐκπέμπει· δύο γαρ δράκοντες διανηξάμενοι δια τῆς θαλάσσης ἐκ τῶν πλησίον νήσων τοὺς Λαοκόωντος υἱοὺς κατεσθίουσιν.

Quando fu giorno, i Troiani videro che il campo ellenico era stato abbandonato e pensarono che fossero fuggiti; poi con grande gioia trainarono in città il cavallo di legno, lo posero davanti al palazzo di Priamo e si consigliarono sul da farsi. Cassandra vaticinò che all'interno del cavallo c'era una forza in armi, e anche il profeta Laocoonte fu d'accordo: molti quindi dissero di bruciarlo, altri di buttarlo in un precipizio, ma l'opinione prevalente era di tenerlo come offerta alla divinità, e predisposero una celebrazione. Apollo inviò loro anche un segno: due serpenti uscirono dal mare, provenienti da isole vicine, e divorarono i figli di Laocoonte.