Odisseo e le sirene
VERSIONE DI GRECO di Apollodoro
TRADUZIONE dal libro verso itaca
TRADUZIONE
Le Sirene - Pisinoe, Aglaope e Telssiepea - erano figlie dell' Acheloo e di una delle Muse, Melpomene. Una suonava la cetra, l'altra cantava e un'altra suonava il flauto, e con il loro canto inducevano i naviganti a trattenersi con loro. Dai fianchi in giù avevano la forma di uccello. Quando Odisseo passò vicino alle Sirene, volle sentire la loro voce: ma prima tappò le orecchie dei suoi compagni con la cera - come gli aveva consigliato Circe - e lui si fece legare all'albero della nave. Le Sirene cantarono, lo sedussero a restare con loro, e Odisseo implorò i compagni che lo sciogliessero, ma quelli lo legarono ancora più stretto, e così poté continuare il suo viaggio. Era Destino delle Sirene morire se una nave le avesse superate senza fermarsi: e così morirono. Poi arrivarono a un bivio. Da una parte c'erano le Rocce Vaganti, e dall'altra due enormi rupi. In una abitava Scilla, figlia di Crateide e Trieno, oppure di Forco, che aveva il volto e il petto di donna, ma ai fianchi le spuntavano sei teste e dodici zampe di cane. Sull'altra rupe viveva Cariddi, che tre volte al giorno inghiottiva l'acqua del mare e poi la risputava. Su consiglio di Circe, Odisseo evitò le Rocce Vaganti, e costeggiò lo scoglio di Scilla, dopo essersi piazzato a poppa tutto in armi. Scilla apparve, afferrò sei marinai e li divorò.