Haec ergo cum viderem, senatum, sine quo civitas stare non posset, omnino de civitate esse sublatum; contiones haberi cotidie contra me; vocem pro me ac pro re publica neminem mittere; coniuratorum copias veteres et effusam illam ac superatam Catilinae importunam manum novo duce et insperata commutatione rerum esse renovatam: haec cum viderem, quid agerem, iudices? Contenderem contra tribunum plebis privatus armis? Vicissent improbos boni, fortes inertes; interfectus esset is qui hac una medicina sola potuit a rei publicae peste depelli. Quid deinde? Quis reliqua praestaret? Non nemo vir fortis et acris animi magnique dixerit: «Restitisses, repugnasses, mortem pugnans oppetisses. » De quo te, te, inquam, patria, testor et vos, penates patriique dei, me propter salutem meorum civium, quae mihi semper fuit mea carior vita, dimicationem caedemque fugisse. Servavi igitur rem publicam discessu meo, iudices: caedem a vobis liberisque vestris, vastitatem, incendia, rapinas meo dolore luctuque depuli, et unus rem publicam bis servavi, semel gloria, iterum aerumna mea.

Dunque, vedendo queste cose, che il senato, senza il quale la città non può stare in piedi, (era) del tutto sottratto alla città, che ogni giorno si tenevano discorsi pubblici contro di me; che nessuno alzava una voce a favore mio e della repubblica; che le vecchie truppe di congiurati e quello sconfitto e superato nefasto manipolo di Catilina si è rinnovato sia per un nuovo capo, sia per un inaspettato cambiamento della situazione: vedendo queste cose, cosa dovevo fare, o giudici? combattere da privato in armi contro il tribuno della plebe? I buoni avrebbero vinto i malvagi, i forti i codardi; sarebbe stato ucciso colui che con un solo rimedio poteva essere distolto dalla rovina della repubblica. Cosa dunque? Che altro era preferibile? Qualche uomo forte e di animo fiero direbbe: " Avresti dovuto resistere, opporti, andare incontro alla morte combattendo. " Su questo te, te, dico, patria, chiamo a testimone e voi, penati e dei patri, che io ho fuggito la lotta e la strage per la salvezza dei miei concittadini, che mi è stata sempre più cara della vita. Ho salvato, quindi, la repubblica con la mia partenza, o giudici: ho allontanato la rovina, la devastazione, gli incendi, le rapine da voi e dai vostri figli con il mio dolore e il mio cordoglio, ed io solo ho salvato la repubblica per due volte, una volta con la gloria, l'altra con la mia sventura