Quaere argumenta, si qua potes: numquam enim his neque suo neque amicorum iudicio revincetur. Quaeres a nobis, Grati, cur tanto opere hoc homine delectemur. Quia suppeditat nobis ubi et animus ex hoc forensi strepitu reficiatur, et aures convicio defessae conquiescant. An tu existimas aut suppetere nobis posse quod cotidie dicamus in tanta varietate rerum, nisi animos nostros doctrina excolamus; aut ferre animos tantam posse contentionem, nisi eos doctrina eadem relaxemus? Ego vero fateor me his studiis esse deditum: ceteros pudeat, si qui se ita litteris abdiderunt ut nihil possint ex eis neque ad communem adferre fructum, neque in aspectum lucemque proferre: me autem quid pudeat, qui tot annos ita vivo, iudices, ut a nullius umquam me tempore aut commodo aut otium meum abstraxerit, aut voluptas avocarit, aut denique somnus retardit?

Cerca delle prove, se puoi (trovarne qualcuna): infatti non sarà mai smentito, a giudizio suo e dei suoi amici [dal dizionario]. Ci chiederai, Grazio, perché troviamo diletto in questo uomo con tanto grande autorità. Perché ci offre un luogo dove l'animo è protetto da questo frastuono del foro e le orecchie, stanche per il chiasso, si riposano. Ma tu stimi o che possa essere sufficiente per noi ciò che ogni giorno diciamo nella tanto grande varietà delle cose, se noi non coltiviamo i nostri animi con lo studio; o che gli animi possano sopportare un tanto grande sforzo, se non confortiamo questi con lo stesso studio? Io in verità confesso di essere dedito a questo studi: si vergognino gli altri, se ve ne sono che si sprofondarono negli studi [dal dizionario] così che nulla possono da questi né esporre l'utilità per il pubblico, né portare alla vista e alla luce: invece di cosa io mi vergoni, che così vivo da tanti anni, giudici, che il mio riposo non mi distolse mai dall'interesse pubblico o privato di nessuno o il piacere mi allontanò o infine il sonno me lo impedì?