Fabio, viro optimo et homine doctissimo, familiarissime utor mirificeque eum diligo cum propter summum ingenium eius summamque doctrinam tum propter singularem modestiam. Eius negotium sic velim suscipias ut si esset res mea. Novi ego vos magnos patronos; hominem occidat oportet quia vestra opera uti velit. Sed in hoc homine nullam accipio excusationem. Omnia relinques, si me amabis, cum tua opera Fabius uti volet. Ego res Romanas vehementer exspecto et desidero, in primisque quid agas scire cupio. Nam iam diu propter hiemis magnitudinem nihil novi ad nos adferebatur.
Sono intimo amico (utor regge l'ablativo) di M. Fabio, persona perbene e coltissima, e lo stimo davvero tanto e per il suo raffinato ingegno e la sua immensa cultura, e per la singolare modestia. Perciò, vorrei che tu assumessi la sua causa, come fosse mia. Vi conosco bene, a voi grandi patroni: un uomo dev’esser disposto ad uccidere (lett. è necessario che un uomo uccida) per potersi beneficiare del vostro sostegno! Ma per il suddetto, non ammetto scuse! Se davvero mi vorrai bene, abbandonerai ogni tua occupazione, quando Fabio vorrà usufruire del tuo appoggio. Io, per me, aspetto e desidero ardentemente notizie di Roma, ma desidero innanzitutto sapere come stai; già da lungo tempo, in effetti, a causa della rigidezza dell’inverno, non ho (tue) notizie (lett. nulla di nuovo … a noi plurale majestatis).