Num arbitramini istas nationes religione iuris iurandi ac metu deorum immortalium in testimoniis dicendis commoveri? Quae tantum a ceterarum gentium more ac natura dissentiunt: ceterae pro religionibus suis bella suscipiunt, istae contra ominium religiones; illae in bellis gerendis ab dis immortalibus pacem ac veniam petunt, istae cum ipsis dis immortalibus bella gesserunt. Hae sunt nationes quae quondam ab suis sedibus Delphos usque ad oraculum Apollinis vexandum ac spoliandum profectae sunt. Ab isdem gentibus obsessum Capitolium est atque templum Iovis, cuius in nomen maiores nostri iurabant. Postremo num quid sanctum ac religiosum videri potest jis qui, si deos placandos esse arbitrantur, humanis hostiis eorum aras ac templa funestant? Quis enim ignorat eos usque ad hanc diem retinere illam immanem ac barbaram consuetudinem hominium immolandorum? Quam ob rem quali fide, quali pietate existimatis esse eos qui etiam deos immortales arbitrantur hominium sanguine facillime posse placari?

Pensate forse che queste popolazioni siano toccate dalla santità del giuramento e dal sacro timore degli déi immortali nel pronunziare le testimonianze? Esse tanto si discostano dal costume e dalla natura delle altre genti: tutte le altre intraprendono le guerre in difesa delle loro credenze, questi contro le credenze di tutti; quelle nel combattere guerre chiedono la pace e il perdono agli dei, questi con gli stessi dèi immortali hanno fatto guerra. Queste sono popolazioni che un tempo partirono dalle loro sedi alla volta di Delfi per saccheggiare e devastare l'oracolo di Apollo. Il Campidoglio fu assediato da quelle stesse genti e anche il tempio di Giove, nel cui nome giuravano i nostri antenati.

Forse che, infine, qualcosa può sembrar inviolabile o sacra a quelli che, se e reputano che gli dèi devono essere placati, funestano con vittime umane i loro templi e altari? Chi infatti ignora che essi fino a quest’oggi conservano quella crudele e barbara abitudine di immolare uomini? Perciò di quale lealtà, di quale devozione pensate siano uomini che reputano che anche gli dei immortali molto facilmente possano essere placati col sangue degli uomini?