Videsne igitur in ea ipsa urbe, in qua et nata et alta sit eloquentia, quam ea sero prodierit in lucem? si quidem ante Solonis aetatem et Pisistrati de nullo ut diserto memoriae proditum est. at hi quidem, ut populi Romani aetas est, senes, ut Atheniensium saecla numerantur, adulescentes debent videri. nam etsi Servio Tullio regnante viguerunt, tamen multo diutius Athenae iam erant, quam est Roma ad hodiernum diem. nec tamen dubito quin habuerit vim magnam semper oratio. Neque enim iam Troicis temporibus tantum laudis in dicendo Ulixi tribuisset Homerus et Nestori, quorum alterum vim habere voluit, alterum suavitatem, nisi iam tum esset honos eloquentiae; neque ipse poeta hic tam orna tus in dicendo ac plane orator fuisset. cuius etsi incerta sunt tempora, tamen annis multis fuit ante Romulum; si quidem non infra superiorem Lycurgum fuit, a quo est disciplina Lacedaemoniorum astricta legibus. Sed studium eius generis maiorque vis agnoscitur in Pisistrato. denique hunc proximo saeculo Themistocles insecutus est, ut apud nos, perantiquus, ut apud Athenienses, non ita sane vetus. fuit enim regnante iam Graecia, nostra autem civitate non ita pridem dominatu regio liberata. nam bellum Volscorum illud gravissimum, cui Coriolanus exsul interfuit, eodem fere tempore quo Persarum bellum fuit, similisque fortuna clarorum virorum; Si quidem uterque, cum civis egregius fuisset, populi ingrati pulsus iniuria se ad hostes contulit conatumque iracundiae suae morte sedavit.
Non vedi, anche in quella stessa città in cui l'eloquenza è nata ed è stata nutrita, quanto tardi essa sia uscita alla luce? Giacché, prima dell'età di Solone e di Pisistrato, " di nessuno è stata tramandata alla memo ria la facondia. Ma costoro, riguardo all'età del popolo romano, devono apparire come dei vecchi; invece, se si contano le generazioni degli ateniesi, come dei giovani. Infatti, anche se fiorirono all'epoca del regno di Servio Tullio, " tuttavia allora Atene esisteva già da molto più tempo" che Roma a tutt'oggi. E tuttavia non dubito che la parola abbia sempre avuto una grande potenza. Infatti Omero non avrebbe attribuito, già ai tempi della guerra di Troia, così gran lode alla facondia di Ulisse e di Nestore - dell'uno sottolineava l'energia, dell'altro la piacevolezza -, se l'eloquenza non fosse stata già allora tenuta in onore; né questo stesso poeta sarebbe stato così adorno nello stile, un vero oratore. Anche se la sua epoca è incerta, visse tuttavia molti anni prima di Romolo, se è vero che non fu posteriore al primo Licurgo, quello che codificò con leggi la regola di vita degli spartani. Ma un interesse di questo tipo, e una maggiore efficacia, si riconosce in Pisistrato. Infine seguì a lui nel secolo successivo Temistocle, " molto antico in rapporto a noi, ma non poi così vetusto in rapporto agli ateniesi. Visse infatti quando la Grecia era al culmine della sua potenza, non molto dopo che la nostra città era stata liberata dal dominio dei re. " Difatti la tremenda guerra contro i volsci, cui prese parte Coriolano esule, " fu all'incirca contemporanea della guerra contro i persiani, e simile fu la sorte dei due illustri personaggi: Entrambi, dopo essere stati cittadini eccellenti, ingiustamente cacciati da un popolo ingrato si rifugiarono presso i nemici, e troncarono con la morte l'avventura cui li aveva trascinati il risentimento