Nonne hunc in vincla duci, non ad mortem rapi, non summo supplicio mactari imperabis? Quid tandem te impedit? Mosne maiorum? Num te impediunt leges quae de civium romanorum supplicio rogatae sunt? At numquam in hac urbe qui a re publica defecerunt civium iura tenuerunt. Invidiam posteritatis timesne? Praeclaram vero populo Romano reddis gratiam, qui te hominem per te cognitum, nulla commendatione maiorum, tam mature ad summum imperium per omnes honorum gradus promovit, si propter invidiam aut alicuius periculi metum salutem civium tuorum neglegis.
Non è forse vero che ordinerai che questo sia condotto in prigione, che sia messo a morte, che sia punito con la massima pena? Che cosa insomma ti ostacola? L'usanza degli antenati? Forse te lo impediscono le leggi che furono presentate sulla pena dei cittadini Romani? Ma mai in questa città coloro che si allontanarono dalla repubblica mantennero i diritti civili. Temi forse l'ostilità dei posteri? In verità ricambi la riconoscenza verso il popolo romano che ben presto hanno spinto (promovo) te, uomo conosciuto per te stesso senza nessuna raccomandazione degli antenati, ai vertici del potere, attraverso tutti i gradi delle magistrature, se a causa dell'invidia o della paura di qualche pericolo non curi la salvezza dei tuoi cittadini".