Servius Tullius primus iniussu populi regnavisse traditur, quem ferunt ex serva Tarquiniensi natum, cum esset ex quodam regis cliente conceptus. Qui cum famulorum numero educatus ad epulas regis adsisteret, non latuit scintilla ingenii quae iam tum elucebat in puero; sic erat in omni vel officio vel sermone sollers. Itaque Tarquinius, qui admodum parvos tum haberet liberos, sic Servium diligebat, ut is eius vulgo haberetur filius, atque eum summo studio omnibus iis artibus quas ipse didicerat ad exquisitissimam consuetudinem Graecorum erudiit. sed cum Tarquinius insidiis Anci filiorum interisset, Serviusque ut ante dixi regnare coepisset, non iussu sed voluntate atque concessu civium sed cum Tarquinius insidiis Anci filiorum interisset, Serviusque ut ante dixi regnare coepisset, non iussu sed voluntate atque concessu civium, quod cum Tarquinius ex vulnere aeger fuisse et vivere falso diceretur, ille regio ornatu ius dixisset obaeratosque pecunia sua liberavisset, multaque comitate usus iussu Tarquinii se ius dicere probavisset, non commisit se patribus, sed Tarquinio sepulto populum de se ipse consuluit, iussusque regnare legem de imperio suo curiatam tulit
Si racconta che, primo senza ordine del popolo, avesse regnato Servio Tullio, che riportano nato da una schiava tarquiniese concepito con un vassallo del re, Per cui educato con la servitù della casa reale al servizio della mensa, benché ragazzo, la scintilla del' ingegno che appariva chiaramente nel fanciullo non tardò a manifestarsi tanto era abile in ogni servizio e in ogni discorso. Tarquinio dunque, che aveva allora figli in tenerissima età, aveva una tal predilezione per Servio che tutti lo credevano suo figlio e faceva dare a lui la perfetta e squisita educazione greca ch'egli stesso aveva avuta. Ma quando Tarquinio morì per tradimento dei figli di Anco, Servio cominciò a regnare, non per espressa legge ma per volontà e consenso dei cittadini. Ma quando Tarquinio morì per tradimento dei figli di Anco, e Servio cominciò a regnare come già ho detto, non per espressa legge ma per volontà e consenso dei cittadini perché s’era sparsa la voce che Tarquinio soffrisse per le sue ferite ma non fosse ancor morto, Servio, in abiti regali, amministrava la giustizia e liberava gli oppressi dai debiti col proprio denaro. Mostrandosi straordinariamente affabile, diceva di amministrare a nome di Tarquinio e non volle mai affidarsi ai Padri. Ma, sepolto Tarquinio, volle finalmente che il popolo decidesse e ricevette anch’esso il potere da una legge curiata