Pherecydes Syrius primus dixit animos esse hominum sempiternos Hanc opinionem discipulus eius Pythagoras maxime confirmavit, qui cum Superbo regnante in Italiam venisset, tenuit Magnam illam Graeciam cum disciplinae, tum etiam auctoritate, multaque saecula postea sic viguit Pythagoreorum nomen, ut nulli alii docti viderentur. Sed redeo ad antiquos. rationem illi sententiae suae non fere reddebant, nisi quid erat numeris aut descriptionibus explicandum: Platonem ferunt, ut Pythagoreos cognosceret, in Italiam venisse et didicisse Pythagorea omnia primumque de animorum aeternitate, non solum sensisse idem quod Pythagoram, sed rationem etiam attulisse.

Ferecide di Siro fu il primo a sostenere che le anime degli uomni sono immortali. Pitagora suoi discepolo confermò grandemente questa opinione, il quale venuto in Italia al tempo di tarquinio il superbo domanò la magna grecia col suoi insegnamento e soprattutto col suo prestgio personale, e ancora molti secoli più tardi il nome dei pitagorici era così autorevole da far sembrare cheoltre loro non esistessero più sapienti. Ma ritorno agli antichi: costoro, normalmente non rendevano conto delle loro teorie a meno che non si trattasse di dare dimostrazioni matematiche o gemometriche. Si racconta che Platone - venuto in Italia per conoscere le dottrine pitagoriche - non solo imparò e condivise (le teorie) sull'immortalità dell'anima, ma altresì fornì loro, e per primo, un solido fondamento razionale.

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