Nunc sum designatus aedilis; habeo rationem quid a populo Romano acceperim; mihi ludos sanctissimos maxima cum cura et caerimonia Cereri, Libero, Liberaeque faciundos, mihi Floram matrem populo plebique Romanae ludorum celebritate placandam, mihi ludos antiquissimos, qui primi Romani appellati sunt, cum dignitate maxima et religione Ioui, Iunoni, Mineruaeque esse faciundos, mihi sacrarum aedium procurationem, mihi totam urbem tuendam esse commissam; ob earum rerum laborem et sollicitudinem fructus illos datos, antiquiorem in senatu sententiae dicendae locum, togam praetextam, sellam curulem, ius imaginis ad memoriam posteritatemque prodendae.
Sono ora nominato edile: faccio riflessione che cosa io abbia dal popolo romano ricevuto: dover fare io spettacoli devotissimi con grandissima cura e grandissime cerimonie a Cerere celebrare a Bacco e a Proserpina: con la celebrità dei giochi render propizia la madre Flora al popolo romano e alla plebe romana, è mio dovere il far con il decoro e pietà somma in onore di Giove, di Giunone e di Minerva, gli spettacoli antichissimi che primi furono chiamati Romani a me è demandata la sopraintendenza dei sacri templi e tutta la città Come frutto della fatica e della sollecitudine di questi incarichi imi sono stati dati questi vantaggi, del più antico luogo, per dire il parere mio, in senato, la toga pretesta, il curul seggio, il diritto dell'immagine da protendersi alla memoria dei posteri