Creso al Rogo
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro kata logon
Ως δε άρα μιν προσστηναι τοϋτο, άνενεικάμενόν τε και άναστενάξαντα εκ πολλής ήσυχίης ες τρί, ς όνομάσαι Σόλων ». Και τον Κϋρον άκούσαντα κελεΰσαι τους έρμηνέας έπειρέσθαι τον Κροϊσον τίνα τούτον έπικαλέοιτο, και. τους προσελθόντας έπειρωτάν. Κροϊσον δε τέως μεν σιγήν εχειν εΐρωτώμενον, μετά 5ε, ως ήναγκάζετο, είπεϊν' « Τον αν εγώ πάσι τυράννοισι προετίμησα μεγάλων χρημάτων ες λόγους έλθεϊν>>| Wς δε σφι άσημα έφραζε, πάλιν έπειρώτων τα λεγόμένα. Λιπαρεόντων 5έ αυτών και οχλον παρεχόντων, έλεγε δη ως ήλθε αρχήν ό Σόλων έών Αθηναίος, και θεησαμενος πάντα τον έωυτοϋ ολβον άποφλαυρίσειε οία δη εϊπας, ως τε αύτω πάντα άποβεβήκοι τη περ εκείνος είπε, ουδέν τι μάλλον ες έωυτόν λέγων ή <(ούκ)> ες άπαν το άνθρώπινον και, μάλιστα τους παρά σφίσι αύτοϊσι ολβίους δοκέοντας είναι. Τον μεν Κροϊσον ταϋτα άπηγέεσθαι, της δε πυρής ήδη άμμέ-ης καίεσθαι τα περιέσχατα".
TRADUZIONE n. 1
Si dice dunque che a lui venne in mente questo, riprendendosi e lamentandosi con molta calma ripeté tre volte il nome di Solone. Ciro lo udì e ordinò agli interpreti di chiedere a Creso chi stesse invocando; essi gli si avvicinarono e lo interrogarono. Creso dapprima evitò di rispondere alle domande, poi, cedendo alle insistenze rispose: «Uno che avrei dato molto denaro perché fosse venuto a parlare con tutti i re». Ma poiché queste parole suonavano incomprensibili, gli chiesero ulteriori spiegazioni. Visto che continuavano a infastidirlo con le loro insistenze, raccontò come una volta si fosse recato da lui Solone di Atene e dopo aver visto le sue ricchezze le avesse disprezzate; ne riferì anche le affermazioni e narrò come poi tutto si fosse svolto secondo le parole che Solone aveva rivolto non soltanto a lui, Creso, ma a tutto il genere umano e specialmente a quanti a loro proprio giudizio si ritengono felici. Mentre Creso raccontava questi fatti, la pira, a cui era stato appiccato il fuoco, bruciava ormai tutto intorno.
traduzione n. 2
Con questo pensiero, sospirando e gemendo, dopo un lungo silenzio, pronunciò tre volte il nome di Solone. Ciro lo udì e ordinò agli interpreti di chiedere a Creso chi stesse invocando; essi gli si avvicinarono e lo interrogarono. Creso dapprima evitò di rispondere alle domande, poi, cedendo alle insistenze rispose: "Uno che avrei dato molto denaro perché fosse venuto a parlare con tutti i re". Ma poiché queste parole suonavano incomprensibili, gli chiesero ulteriori spiegazioni. Visto che continuavano a infastidirlo con le loro insistenze, raccontò come una volta si fosse recato da lui Solone di Atene e dopo aver visto le sue ricchezze le avesse disprezzate; ne riferì anche le affermazioni e narrò come poi tutto si fosse svolto secondo le parole che Solone aveva rivolto non soltanto a lui, Creso, ma a tutto il genere umano e specialmente a quanti a loro proprio giudizio si ritengono felici. Mentre Creso raccontava questi fatti, la pira, a cui era stato appiccato il fuoco, bruciava ormai tutto intorno