Gli dei respingono i persiani dal santuario di Delfi
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Sapheneia

ἐπεὶ δὲ ἀγχοῦ ἦσαν οἱ βάρβαροι ἐπιόντες καὶ ἀπώρων τὸ ἱρόν, ἐν τούτῳ ὁ προφήτης, τῷ οὔνομα ἦν Ἀκήρατος, ὁρᾷ πρὸ τοῦ νηοῦ ὅπλα προκείμενα ἔσωθεν ἐκ τοῦ μεγάρου ἐξενηνειγμένα ἱρά, τῶν οὐκ ὅσιον ἦν ἅπτεσθαι ἀνθρώπων οὐδενί. ὃ μὲν δὴ ἤιε Δελφῶν τοῖσι παρεοῦσι σημανέων τὸ τέρας· οἱ δὲ βάρβαροι ἐπειδὴ ἐγίνοντο ἐπειγόμενοι κατὰ τὸ ἱρὸν τῆς Προναίης Ἀθηναίης, ἐπιγίνεταί σφι τέρεα ἔτι μέζονα τοῦ πρὶν γενομένου τέρεος. θῶμα μὲν γὰρ καὶ τοῦτο κάρτα ἐστί, ὅπλα ἀρήια αὐτόματα φανῆναι ἔξω προκείμενα τοῦ νηοῦ· τὰ δὲ δὴ ἐπὶ τούτῳ δεύτερα ἐπιγενόμενα καὶ διὰ πάντων φασμάτων ἄξια θωμάσαι μάλιστα. ἐπεὶ γὰρ δὴ ἦσαν ἐπιόντες οἱ βάρβαροι κατὰ τὸ ἱρὸν τῆς Προναίης Ἀθηναίης, ἐν τούτῳ ἐκ μὲν τοῦ οὐρανοῦ κεραυνοὶ αὐτοῖσι ἐνέπιπτον, ἀπὸ δὲ τοῦ Παρνησοῦ ἀπορραγεῖσαι δύο κορυφαὶ ἐφέροντο πολλῷ πατάγῳ ἐς αὐτοὺς καὶ κατέβαλον συχνούς σφεων, ἐκ δὲ τοῦ ἱροῦ τῆς Προναίης βοή τε καὶ ἀλαλαγμὸς ἐγίνετο. συμμιγέντων δὲ τούτων πάντων, φόβος τοῖσι βαρβάροισι ἐνεπεπτώκεε. μαθόντες δὲ οἱ Δελφοὶ φεύγοντας σφέας, ἐπικαταβάντες ἀπέκτειναν πλῆθός τι αὐτῶν. οἱ δὲ περιεόντες ἰθὺ Βοιωτῶν ἔφευγον. ἔλεγον δὲ οἱ ἀπονοστήσαντες οὗτοι τῶν βαρβάρων, ὡς ἐγὼ πυνθάνομαι, ὡς πρὸς τούτοισι καὶ ἄλλα ὥρων θεῖα· δύο γὰρ ὁπλίτας μέζονας ἢ κατ᾽ ἀνθρώπων φύσιν ἔχοντας ἕπεσθαί σφι κτείνοντας καὶ διώκοντας.

TRADUZIONE

Quando i barbari invasori furono vicini, ormai in vista del santuario, a questo punto il profeta (si chiamava Acerato) vide che davanti al tempio giacevano delle armi, lì trasportate dal megaron, armi sacre, che nessun uomo poteva toccare senza macchiarsi di empietà. Si precipitò a riferire il prodigio ai Delfi presenti; intanto, ai barbari che avanzavano di corsa, una volta giunti all'altezza del tempio di Atena Pronaia, capitarono prodigi ancora più grandi del precedente. Certo, è già un bel miracolo anche questo, che armi da guerra si muovano da sole e compaiano per terra fuori dal tempio, ma quanto si verificò dopo è degno più che mai di meraviglia, anche a confronto di qualunque altro portento. Appena i barbari invasori furono all'altezza del tempio di Atena Pronaia, proprio in quel momento su di loro saettarono fulmini del cielo, due speroni di roccia, staccatisi dal Parnaso, franarono con gran frastuono su di loro, colpendone parecchi; e dal santuario di Atene Pronaia si levarono clamori e grida di guerra.
38) La concomitanza degli incredibili fenomeni seminò il panico fra i barbari. I Delfi, come li seppero in fuga, calarono giù dalla montagna e ne massacrarono un buon numero. I superstiti fuggirono dritti dritti verso la Beozia. I barbari che fecero ritorno raccontavano, mi si dice, di aver assistito ad altri miracoli oltre a questi: due opliti più alti di quanto consenta la natura umana li inseguivano uccidendoli e dando loro la caccia.