Serse si avvicina a Delfi
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Taxis
Inizio: Παντα δʹ ηπιστατο τα εν τω ιρω οσα λεγου ην αξια
fine: πλήν εξηκοντα ανδρον και του προφήτεω.
TRADUZIONE

Poiché molti continuavano a parlargliene, Serse sapeva bene quanti preziosi tesori si trovassero nel santuario; a quanto ho saputo, li conosceva meglio (soprattutto le offerte votive di Creso figlio di Aliatte) dei tesori conservati nei suoi palazzi.
La notizia, riferita, aveva gettato nel panico gli abitanti di Delfi: in preda a una vivissima angoscia, interrogavano il dio sui sacri beni, se dovevano nasconderli sottoterra oppure trasferirli in un altro paese. Ebbene, il dio vietò loro di rimuoverli, affermando di essere capace di difendere da sé le proprie cose. Udito ciò, i Delfi si preoccuparono di se stessi. Allontanarono figli e mogli mandandoli di là dal mare, in Acaia; poi, i più si inerpicarono sulle vette del Parnaso, mettendo al sicuro le proprie cose nella grotta di Coricio, altri scesero a rifugiarsi ad Anfissa, nella Locride. Insomma, tutti gli abitanti di Delfi evacuarono la città, tranne sessanta uomini e il profeta.