Detti di Agide re di Sparta
versione greco e traduzione libro gymnasion

Αγις ο Αρχιδαμου, των Λακεδαιμονιων βασιλευς, ερωτηθεις τι μαλιστα μαθημα εν Σπαρτη ασκειται· «Το γιγνωσκειν», ειπεν, «αρχειν τε και αρχεσθαι». Ουκ εφη δε τους Λακεδαιμονιους ερωταν ποσοι εισιν οι πολεμιοι, αλλα που εισιν. Εν δε Μαντινεια κωλυομενος διαμαχεσθαι τοις πολεμιοις πλειοσιν ουσιν, ειπεν· «Αναγκη πολλοις μαχεσθαι τον αρχειν πολλων βουλομενον». Πυνθανομενου δε τινος ποσοι εισιν οι Λακεδαιμονιοι· «Οσοι ικανοι», ειπε, «τους κακους απερυκειν». Πρε­σβευων δε μονος ηκε προς Φιλιππον. Ειποντος δ' εκεινου· «Τι τουτο; μονος ηκεις; » εφη· «Και γαρ προς ενα». Ερωτηθεις πως αν τις ελευθερος διαμενον· «Θανατου καταφρονων» εφη. Ελεγε τους την Ασιαν κατοικουντας ελευθερους μεν κακους ειναι, δουλους δ' αγαθους. Περι δ' ανδρειας και δικαιοσυνης ερωτηθεις ποτερα βελτιων· «Ουδεν ανδρειας», εφη, «χρηζομεν, εαν παντες ωμεν δικαιοι».

Agide (figlio) di Archidamo, re spartano, quando era interrogato su quale materia praticasse soprattutto a Sparta diceva: "il sapere, il comandare e l'essere comandati "Disse che gli spartani non lo interrogavano su quanti fossero i nemici ma dove fossero. A Mantinea avendogli impedito di combattere contro ai nemici che erano molti disse: "è necessità per molti di combattere colui che desiderava governare su molti "Un tale venendo a sapere quanti fossero gli spartani disse "Quanti sono sufficienti da tener lontani i nemici"Uno tra gli anziani era giunto da Filippo. Dicendo quello"Perchè è arrivato da solo?"disse: "infatti, anche presso uno(sn arrivato)". Essendo interrogato su come potrebbe uno rimanere libero disse: "non sottovalutando la morte". Diceva che gli abitanti liberi dell'Asia erano nemici, i servi valorosi. Essendo interrogato sulla forza e sulla giustizia quali delle due fosse meglio disse: "non dovremmo bramare per niente la forza, qualora tutti fossimo giusti.

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Agide figlio di Archidamido, il re degli spartani, interrogato con molta coscienza come a Sparta soprattutto fosse praticato l’insegnamento disse: ”Il sapere, il comandare, l’essere comandati, non disse che i Lacedemoni chiedevano quanti fossero i nemici, ma dove fossero a Mantinea, essendo stato impedito a lui di combattere contro i nemici che erano più numerosi disse: ”E’ necessario per molti combattere colui che vuole comandare su molti”. Dopo che si informarono su quanti fossero i Lacedemoni, quanti erano capaci di respingere i cattivi, essendo anziano andava da solo verso Filippo, dopo che parlò disse: ”Perché questo da solo tu arrivi e infatti arrivò uno solo.