το σωμα μονον εν τη πολει κειται αυτου και επιδημει, η δε διανοια, ταυτα παντα ηγησαμενη σμικρα... και ει ανθρωπος εστιν η τι αλλο θρεμμα·
Solo il suo corpo abita nella città e qui ha la sua residenza, ma la sua anima, considerando tutte queste cose meschine e da nulla e considerandole con disprezzo, si lascia portare, secondo il detto di Pindaro, ovunque, fino "nelle profondità della terra" e ne misura le superfici: ora invece "in alto nel cielo", a scoprire le leggi del firmamento, e indaga per intero tutta la natura degli esseri, ciascuno nella sua interezza, senza mai ripiegare se stessa su alcuna delle cose vicine. TEODORO: Come mai dici questo, Socrate? SOCRATE: Come anche di Talete si racconta, o Teodoro, che mentre mirava gli astri e guardava in su, cadde nel pozzo: e una servetta di Tracia, piuttosto in gamba e carina, prendendolo in giro gli disse che lui desiderava conoscere i fenomeni celesti, ma si lasciava sfuggire quelli che aveva davanti a sé e sotto ai suoi piedi. Questo motteggio è ben appropriato a tutti coloro che si occupano di filosofia. In realtà a chi è tale non solo sfugge chi è presso di lui, e cosa fa il vicino, ma quasi è incerto se è un uomo o qualche altra creatura.