GESU' E IL CENTURIONE
TRADUZIONE dal libro Phronemata - pag. 587 n. 567
inizio: Εισελθοντος δε αυτου εις Καφαρναουμ, προσηλθεν αυτῳ εκατονταρχος παρακαλων αυτον και λεγων·
fine: Και ιαθη παις αυτου εν τη ωρα εκεινη.
TRADUZIONE
Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava dicendo "signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente". Gesù gli rispose: "io verrò e lo curerò". Ma il centurione riprese: " signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perchè anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Và, ed egli va; e a un altro; vieni, ed egli viene, e al mio servo: fà questo, ed egli lo fa". All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: "in verità vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti". E Gesù disse al centurione: "và e sia fatto secondo la tua fede". In quell'istante il servo guarì.