Και επικρατησαντες τους Τρωας εντος τειχων κατεκλεισαν, αυτοι δε εις δυο μερισθεντες τους μεν ειασαν παρεδρευειν την πολιν ...
E dopo aver prevalso sui Troiani, li rinchiusero all’interno delle mura, ed essi, divisi in due parti, consentirono ad alcuni di stare nei dintorni della città, altri, sotto la guida di Achille, devastavano le città che erano lì vicine. Conquistata una di queste, Crisa, assegnarono come dono ad Agamennone Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo. Questo, arrivato presso le navi all’àncora, per riscattare la figlia, e oltraggiato da Agamennone, pregò Apollo di punire i Greci. Il dio, dopo che ebbe udito la preghiera, inviò contro di loro una carestia. Allora, avendolo Achille consigliato di restituire Criseide, Agamennone, infuriato, minacciò che avrebbe portato via il dono di Achille, Briseide. Achille allora convinse la madre Teti a chiedere a Zeus la sconfitta dei Greci. Avvenuto ciò, Patroclo supplicò Achille di concedergli l’armatura, per allontanare i Troiani dalle navi. Patroclo, uscito in battaglia e dopo aver primeggiato valorosamente in combattimento, dopo non molto tempo fu ucciso. Achille, pur avendo provato una forte collera, pose fine all’odio verso Agamennone, e presa l’armatura costruita da Efesto, uccise molti altri e per ultimo Ettore.