Ξενε, συ δ'εμον συνιει επος, ινα πομπης και νοστου τυχης παρα πατρος εμου. εστι αγχι κελευθου αλσος .... ινα νοστιμον ημαρ ιδηαι.

O straniero, segui il mio consiglio affinché tu ottenga da mio padre il ritorno (del tuo) viaggio. Vicino al sentiero c'è un bosco di pioppi nel quale scorre una fonte, intorno c'è il prato. Qui fermandoti resta del tempo finché noi non giungiamo alla città e arriviamo a casa di (mio) padre. Quando poi supporrai che siamo arrivate alle dimore, allora (ιθι imperativo di ἔρχομαι) va anche tu nella città dei Feaci e chiedi delle dimore di mio padre, Alcinoo dal cuore grande. Sono facilmente riconoscibili, anche un bimbo piccolo può guidarti, infatti non sono quelle (costruite) uguali alle case dei Feaci. Ma quando entrerai in casa e nella corte, vai subito nella grande sala affinché tu raggiunga mia madre. Ella è seduta vicino al focolare, nel bagliore del fuoco girando (filando) lane purpuree appoggiata ad una colonna, dietro a lei siedono le schiave. Qui vicino a lei si appoggia il trono di mio padre; su questo mentre è seduto mio padre beve vino come se (fosse) un (dio) immortale. Omettendo lui, getta le braccia intorno alle ginocchia di mia madre, affinché tu possa vedere il giorno del ritorno.