Ὁ περὶ τὴν ὑστεροφημίαν ἐπτοημένος οὐ φαντάζεται ὅτι ἕκαστος τῶν μεμνημένων αὐτοῦ τάχιστα καὶ αὐτὸς ἀποθανεῖται· εἶτα πάλιν ὁ ἐκεῖνον διαδεξάμενος, μέχρι καὶ πᾶσα ἡ μνήμη ἀποσβῇ διὰ ἁπτομένων καὶ σβεννυμένων προιοῦσα. ὑπόθου δ', ὅτι καὶ ἀθάνατοι μὲν οἱ μεμνησόμενοι, ἀθάνατος δὲ ἡ μνήμη· τί οὖν τοῦτο πρὸς σέ; καὶ οὐ λέγω, ὅτι οὐδὲν πρὸς τὸν τεθνηκότα, ἀλλὰ πρὸς τὸν ζῶντα τί ὁ ἔπαινος, πλὴν ἄρα δι' οἰκονομίαν τινά; Πᾶν τὸ καὶ ὁπωσοῦν καλὸν ἐξ ἑαυτοῦ καλόν ἐστι καὶ ἐφ' ἑαυτὸ καταλήγει, οὐκ ἔχον μέρος ἑαυτοῦ τὸν ἔπαινον· οὔτε γοῦν χεῖρον οὔτε κρεῖττον γίνεται τὸ ἐπαινούμενον. τοῦτό φημι καὶ ἐπὶ τῶν κοινότερον καλῶν λεγομένων, οἷον ἐπὶ τῶν ὑλικῶν καὶ ἐπὶ τῶν τεχνικῶν κατασκευασμάτων· τὸ δὲ δὴ ὄντως καλὸν τίνος χρείαν ἔχει; οὐ μᾶλλον ἢ νόμος, οὐ μᾶλλον ἢ ἀλήθεια, οὐ μᾶλλον ἢ εὔνοια ἢ αἰδώς· τί τούτων διὰ τὸ ἐπαινεῖσθαι καλόν ἐστιν ἢ ψεγόμενον φθείρεται; σμαράγδιον γὰρ ἑαυτοῦ χεῖρον γίνεται, ἐὰν μὴ ἐπαινῆται; τί δὲ χρυσός, ἐλέφας, πορφύρα, λύρα, μαχαίριον, ἀνθύλλιον, δενδρύφιον;

Chi è turbato per la fama presso i posteri non si immagina che molto presto ciascuno di coloro che lo ricordano ed egli stesso morirà ; poi di nuovo chi gli succede,  fino a quando anche ogni memoria sarà estinta poiché procede attraverso (ricordi) che si accendono e si estinguono. Ma metti il caso che coloro che ricorderanno (siano) anche immortali ma il ricordo immortale. Orbene, che cosa è questo per te? E non dico che non è niente per il morto; ma per il vivo  che cosa è la lode, eccetto che nelle rendite? Tutto quello che, e non importa come, è bello, è bello di per sé, e termina in sé, senza avere la lode come parte di sé. In verità, ciò che viene lodato non diventa peggiore o migliore. Dico questo anche per quei ricordi che assai comunemente sono detti belli: come gli oggetti materiali e le opere d'arte; dunque ciò che è davvero bello ha bisogno di qualcosa? Non più della legge, non più della verità, non più della benevolenza, o del pudore. Quale di questi beni è bello perché è lodato, o biasimato, si corrompe? Uno smeraldo diviene peggiore se non viene lodato? Che cosa (diviene) l'oro, l'avorio, la porpora, la lira, il coltello, il fiorellino, l'alberello?

Altra proposta di traduzione

Chi è appassionato della fama postuma non immagina che ciascuno di coloro che si ricorderanno di lui prestissimo morirà; poi morirà a sua volta il successore fino a che ogni memoria, procedendo attraverso accensioni e spegnimenti successivi, si estinguerà del tutto. Presupponi adesso che anche coloro che si ricorderanno di te siano immortali, e immortale la memoria: che vantaggio te ne viene? E non dico: nessun vantaggio da morto; ma: che vantaggio viene dalla lode a chi è vivo? Eccetto che per un qualche vantaggio economico. [...] tutto il bello in qualunque modo bello è bello di per se stesso e si esaurisce in se stesso, non avendo in esso parte alcuna la lode. Dunque, ciò che è lodato non diventa né peggiore né migliore. Dico questo anche a proposito di ciò che è detto bello comunemente, per esempio gli oggetti materiali e le opere d’arte. Quanto è per essenza bello, ha bisogno di qualcosa? No; non più della legge, della verità, della benevolenza, del rispetto di sé e degli altri. Quale di queste cose è bella a causa delle lodi che riceve o si rovina se è denigrata? Lo smeraldo diventa peggiore se non è lodato? E cosa diventano l’oro, l’avorio, la porpora, la lira, il coltello, il fiorellino, l’alberello?