Ipparco e la poesia
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Antropon Odoi pag 156 n 144
Ipparco di Pisistrato, che era il più grande dei figli di Pisistrato, era il più saggio tra gli Ateniesi. Questi portava per primo i poemi di Omero ad Atene e obbligava i rapsodi a cantarli durante le Penatenee. Mandava anche da Anacreonte da Teo una nave a cinquanta remi, affinché egli lo raggiungesse (viaggiasse verso di lui). Mandava a chiamare Simonide di Ceo con sollecitudine e lo teneva sempre vicino a se persuadendolo con grandissimi doni e ricompense: infatti Simonide era alquanto avido. Voleva anche che gli Ateniesi venissero educati e si adoperava a comandare su quelli che erano i migliori: infatti pensava che era necessario non privare nessuno, essendo bello e buono, della cultura.
Altra proposta di traduzione
Ipparco figlio di Pisistrato, che era il più anziano dei figli di Pisistrato, era il più sapiente in Atene. Questi per primo curava in Atene anche le opere di Omero, ed obbligava i rapsodi a cantarle nelle feste Panatenee. E per Anacreonte Teio partiva con una 50 remi, infatti avrebbe trasportato se stesso e l’altro. Mandò a chiamare con premura Simonide di Ceo e gli fu sempre vicino, conquistandolo con doni e compensi elevati: in effetti Simonide era sensibilissimo alle ricchezze. E desiderava che gli Ateniesi fossero istruiti ed aspirava ad essere il primo di quelli che erano i migliori: riteneva infatti che non si doveva privare nessuno del sapere, che è cosa bella e buona. (by Geppetto)