Εἶπεν δέ τις ἐκ τοῦ ὄχλου αὐτῷ· «Διδάσκαλε, εἰπὲ τῷ ἀδελφῷ μου μερίσασθαι μετ᾽ ἐμοῦ τὴν κληρονομίαν». Ὁ δὲ εἶπεν αὐτῷ· «Ἄνθρωπε, τίς με κατέστησεν κριτὴν ἢ μεριστὴν ἐφ᾽ ὑμᾶς;». Εἶπεν δὲ πρὸς αὐτούς· «Ὁρᾶτε καὶ φυλάσσεσθε ... Οὕτως ὁ θησαυρίζων ἑαυτῷ καὶ μὴ εἰς θεὸν πλουτῶν».

Uno della moltitudine gli disse (λέγω): "Maestro, dì a mio fratello di dividere (μερίζω) con me l'eredità". Egli gli rispose: "Uomo, chi mi ha stabilito (κατίστημι) (essere) giudice o spartitore presso di voi?". Poi disse loro: "Guardatevi bene e state in guardia da ogni bramosia perché ad ognuno la sua vita non risiede (è) nell'abbondare dalle sue sostanze". Raccontò loro una parabola, dicendo: "La campagna di un uomo ricco produsse buoni frutti (εὐφορέω). Ed egli parlava con se stesso dicendo: "Come dovrò fare se (perché) non ho dove potrò conservare i miei frutti?". E disse: "Farò in questo modo: abbatterò (καθέλξω da καθέλκω) i miei granai e ne tirerò sù (οἰκοδομέω) di più grandi e lì riporrò tutto il grano e i miei averi e mi rallegrerò (ἔραμαι) con l'anima mia: anima, hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi (πίνω), divertiti". Dio allora gli disse: "Stolto, durante questa notte reclamano (ἀπαιτέω) da te la tua anima; le cose che producesti a chi andranno?". Nello stesso modo (accade) a chi accumula ricchezze per se stesso e non per Dio.
(By Geppetto)