Non bisogna mai venir meno alla parola data
versione greco Marco Aurelio traduzione libro lukeion

Μὴ τιμήσῃς ποτὲ ὡς συμφέρον σεαυτοῦ, ὃ ἀναγκάσει σέ ποτε τὴν πίστιν παραβῆναι, τὴν αἰδῶ ἐγκαταλιπεῖν, μισῆσαί τινα, ὑποπτεῦσαι, καταράσασθαι, ὑποκρίνασθαι, ἐπιθυμῆσαί τινος τοίχων καὶ παραπετασμάτων δεομένου. ὁ γὰρ τὸν ἑαυτοῦ νοῦν καὶ δαίμονα καὶ τὰ ὄργια τῆς τούτου ἀρετῆς προελόμενος τραγῳδίαν οὐ ποιεῖ, οὐ στενάζει, οὐκ ἐρημίας, οὐ πολυπληθείας δεήσεται: τὸ μέγιστον, ζήσει μήτε διώκων μήτε φεύγων, πότερον δὲ ἐπὶ πλέον διάστημα χρόνου τῷ σώματι περιεχομένῃ τῇ ψυχῇ ἢ ἐπ̓ ἔλασσον χρήσεται, οὐδ̓ ὁτιοῦν αὐτῷ μέλει: κἂν γὰρ ἤδη ἀπαλλάσσεσθαι δέῃ, οὕτως εὐλύτως ἄπεισιν, ὡς ἄλλο τι τῶν αἰδημόνως καὶ κοσμίως ἐνεργεῖσθαι δυναμένων ἐνεργήσων, τοῦτο μόνον παῤ ὅλον τὸν βίον εὐλαβούμενος, τὸ τὴν διάνοιαν ἔν τινι ἀνοικείῳ νοεροῦ καὶ πολιτικοῦ ζῴου τροπῇ γενέσθαι.

TRADUZIONE LETTERALE

Non onorare mai come utile di te stesso, ciò che ti costringerà qualche volta a trasgredire la lealtà, a tralasciare il rispetto per l’altro, a odiare qualcuno, sospettare, maledire, recitare la parte, bramare qualcosa che abbisogna di muri e di tende. Infatti colui che preferisce il proprio intelletto e il demone e il sacro culto di questa virtù, non fa tragedia, non sospira, non abbisognerà di solitudine, né del pieno; la cosa più grande, vivrà né inseguendo né fuggendo, non gli importa nulla forse si servirà di un animo circondato da un corpo più a lungo di tempo disteso; se infatti dovesse ormai allontanarsi, andrà via così con scioltezza da compiere un'altra qualsiasi delle azioni che possono essere compiute con modestia e con ordine, facendo attenzione per tutta la vita solo a questo, che l’intelletto non avesse un rivolgimento non appropriato di un essere dotato di intelletto e politico.

TRADUZIONE LIBERA

Non onorare mai come il tuo utile ciò che un giorno ti costringerà a tradire la parola data, ad abbandonare il pudore, a odiare qualcuno, a sospettare, maledire, recitare, desiderare qualcosa che debba esser nascosto da pareti e paraventi. Perché chi in prima istanza ha scelto il proprio intelletto, il proprio demone e il culto che spetta alla virtù di questo demone, non fa tragedie, non rompe in gemiti, non sentirà il bisogno di essere solo o di avere una folla intorno: e, il punto più importante, vivrà senza inseguire né fuggire. E di poter usufruire per uno spazio di tempo maggiore o minore dell'anima avviluppata nel suo corpo non gli importa minimamente: infatti, anche se deve andarsene tra un istante, è pronto a staccarsi e a partire come a compiere un'altra qualsiasi delle azioni che si possono compiere senza vergogna e con dignità, badando, per tutta la vita, solo a questo, che la sua mente non si volga a qualcosa di improprio per un animale razionale e sociale.