Τον δε Αντινουν τον μνηστηρων αρχοντα προσεφη ο δολερος Λαερτιαδης·... ερριπτε ιες τον πτωχον ιν'αυτον πλησσοι.

L’ingannevole Laertite parlò ad Antinoo il capo dei Proci: ”Allora il tuo carattere non è uguale all’aspetto; non daresti neppure un granello di sale volontariamente ad un mendicante, poiché, insieme agli altri Proci essendo abitante nella casa di un altro padrone, mettesti turpi mani sul pane e la carne che stai facendo cuocere sul fuoco, e il vino che mesci con l’acqua bevi nelle coppe, non come un infame ladro vergognoso”. Così disse il Laertite parlando in assemblea come un retore esperto, ma Antinoo si adirava molto l’animo e, afferrando uno sgabello con le mani e gridando scagliava verso il mendicante per colpirlo. (By Stuurm)

Ulteriore proposta di traduzione

L’ingannevole Laerziade diceva ad Antinoo capo dei pretendenti: “Il tuo modo di agire non è così uguale al comportamento: neanche (del) sale (ἅλς, ἁλός) daresti volontariamente a un mendicante, pur essendo tu con tutti i pretendenti ospite nella casa di un altro padrone; tu metti le turpi mani sui cibi e, facendo cuocere le carni (κρέας - κρέατος) sul fuoco e mescendo vino con acqua nelle coppe, bevi, neanche vergognandoti come un perfido ladro. ” Così disse il Laerziade parlando davanti a tutti nell’assemblea (pubblicamente), ma Antinoo assai si adirava nell’animo e, prendendo uno sgabello con le mani e lanciando un urlo, lo scagliava contro il mendicante con l’intenzione di colpirlo (perché voleva colpirlo). (by Gepppetto)