Σόλων σοφῶς και δικαίως τάς Αθήνας πολιτεύει καί σύν τοῦ δήμου χαρᾷ τήν μέν πολιτείαν άνακαινίζει, τούς δέ νόμους τίθησι. Οὒτως τάς τῶν πολιτῶν διαφοράς καταλαμβάνει καί τήν ομόνοιαν τῷ δήμῳ δίδωσι Έπειτα τάς μέν Αθήνας λείπει, εις δέ Αίγυπτον καί εις τήν Ασίαν οΐχεται. Ό δε Πεισίστρατος ορέγεται τῆς τῶν Αθηνῶν άρχῆς καί τύραννος τῷ δόλῳ γίγνεται. Τῷ Πεισιστράτῳ πρόνοια καί σοφία ύπάρχουσιν* αύτός καλῶς μέν τήν χώραν διοικέει, τάς δέ Αθήνας κοσμέει ίεροῖς τε καί νεῴς καί ού τούς νόμους μεταβάλλει αλλά τάς άρχάς τοῖς έταίροις δίδωσι. Μετά τον τοῦ Πεισιστράτσυ θάνατον τήν αρχήν δέχεσθον τώ υίώ, ό Ιππίας καί ό "Ιππαρχος· οί δε ύπό τοῦ δήμου μισέονται καί ό μέν Ίππαρχος κτείνεται, ό δέ Ίππίας έκ τῶν Αθηνῶν εκβάλλεται.

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di traduzione per questa versione:

Traduzione by Sturm

Solone governa Atene saggiamente e giustamente e con gioia del demo rinnova il governo, stabilisce le leggi. Così mette fine alle discordie dei cittadini e dà al demo la concordia. Poi lascia Atene e parte in Egitto ed in Asia. Pisistrato, invece, cerca di raggiungere il potere di Atene e diventa tiranno con inganno. A Pisistrato prudenza e saggezza sono a disposizione: egli governa bene la regione, adorna di templi Atene e anche al tempio non cambia le leggi, ma danno i poteri agli amici. Dopo la morte di Pisistrato ricevono il potere i due figli, Ippia ed Ipparco; essi sono odiati dal demo e mentre Ipparco viene ucciso, Ippia invece viene cacciato da Atene. (by Stuurm)

Traduzione by Geppetto

Il sapiente e giusto Solone vive (in) Atene e con gioia del popolo governa la cittadinanza, promulga leggi. Così risolve i contrasti dei cittadini e dà uniformità alle leggi. In seguito lascia Atene e risiede in Egitto e in Asia. Pisistrato assume il comando di Atene e con astuzia ne diventa tiranno. Prudenza e saggezza caratterizzano (a) Pisistrato, egli stesso gestisce con successo la regione, abbellisce Atene con santuari e templi e non stravolge le leggi, ma le integra con le successive. Dopo la morte di Pisistrato il comando è assunto (pres. duale δέχομαι) da ambedue i figli, Ippia e Ipparco: essi sono invisi (μισέω) al popolo e quindi Ipparco viene ucciso, Ippia viene scacciato da Atene.