Θηρων ο υιος του Μενιππου νεος ων τον πατρικον πλουτον εις ακρατεις δαπανας αισχρως εξεχεεν... αναγκη κακος οικονομος αλλοτριων χρηματων εστιν.
Terone, figlio di Menippo, dilapidava (ἐκχέω) vergognosamente la ricchezza paterna, ottenuta (θηράω) da giovane, con spese incontrollate. Ma Euctemone, che era amico del padre, quando conobbe Terone ormai tormentato da una terribile miseria, preso da compassione, dava al giovane in matrimonio la figlia ed una consistente dote. Ma Terone, reso di nuovo ardito dalla ricchezza, si dava ancora a costumi dispendiosi, tuffandosi nei piaceri senza misura come un Cario. In questo modo Terone finiva una seconda volta in miseria, una seconda volta piangeva Euctemone, non più per Terone, ma per le nozze e per la dote della figlia: ed infine deduceva che un uomo che amministra malamente i propri interessi, per conseguenza è un cattivo custode delle altrui ricchezze.
(By Geppetto)