Alexander in eam provinciam pervenit cui Oxyartes praeerat. Is Alexandri potestati fideique se suaque tradiderat atque, in imperium regionis restitutus, solemne convivium in regis honorem instruxit. Quod cum celebraretur, quinquaginta nobiles virgines introduci iussit. Erat inter eas filia ipsa Oxyartis, Roxane nomine, eximia corporis specie; quae, quamquam inter electas virgines processerat, omnium tamen oculos in se convertit ac maxime regis. Is tanto amore virginis incensus est, ut diceret perutile esse ad regnum firmandum Persas et Macedones matrimonio iungi. Itaque, cum imitaretur Achillem, qui captivam in matrimonium duxerat, statim eam sibi petit uxorem. Cum laetus pater verba eius exaudisset, Alexander, patrio more usus, panem ferri iussit, quem gladio divisum uterque libavit.

Alessandro arrivò in quella provincia che era governata da Ossiarte. Egli aveva affidato se stesso e la sua [gente] alla sovranità e alla fedeltà di Alessandro e,  ristabilito nel posto di prima nel comando della regione, preparò un banchetto solenne in onore del re. E per questo mentre veniva celebrato (il banchetto), ordinò di far entrare cinquanta nobili fanciulle.  C'era fra loro la figlia stessa in persona di Ossiarte, di nome Rossane, di straordinaria bellezza; sebbene questa si era fatta avanti tra giovanette scelte, attirò tuttavia su di sè gli sguardi di tutti e soprattutto del re. Egli fu infiammato da un amore così intenso per la vergine al punto da dire che era assai utile per rendere solido il regno che i Persiani e i Macedoni si unissero in matrimonio. Quindi, imitando Achille che aveva sposato una prigioniera, la chiese subito in sposa/moglie. Dopo che il padre, felice, aveva esaudito le sue parole, Alessandro ordinò di portare, secondo la tradizione patria, un pane che diviso con la spada entrambi  ne presero una piccola parte.

Versione da Curzio Rufo