Multi et plaecari apud Romanos rerum scriptores fuerunt, ... posteaque se dedit ad scribendas Historias.
Vissero fra i romani molti e celebri storici, fra i quali il più antico è da ritenersi Marco Catone, quel famoso personaggio che poi fu soprannominato il "(Catone il) Censore": egli infatti compose anche alcuni testi in lingua latina, che sono intitolati "Origini" dal momento che in essi (Catone) si occupa dell'origine delle antiche civiltà italiche. In realtà, prima di lui scrissero Annali (anche) Fabio Pittore ed altri, che tuttavia erano avvezzi a scrivere in lingua greca. Né si deve considerare un'opera storica gli "Annali" di Quinto Ennio, in effetti perché egli fu più un poeta che uno storico. All'epoca di Cicerone si distinsero storici numerosi, fra i quali sono da considerare i più famosi C. Giulio Cesare e C. Sallustio Crispo. L'uno dei quali scrisse sette Commentari sulla guerra gallica e tre sulla guerra civile, narrando avvenimenti ai quali egli stesso era stato presente; l'altro preferì argomentare sulla congiura di Catilina e sulla guerra contro Giugurta, e poi si dedicò a scrivere le "Historiae".