Marcellus, cum tam praeclaram urbem vi copiisque cepisset, non putavit ad laudem populi Romani hoc pertinere, delere et exstinguere et diripere hanc pulchritudinem, ex qua praesertim nullum periculum ostendebatur. Romam quae adportata sunt, apud aedem Honoris et Virtutis et aliis in locis videmus: nihil in aedibus, nihil in hortis posuit, nihil in suburbano suo. Syracusis autem permulta atque egregia reliquit; deum vero nullum violavit, nullum attigit.
Marcello, poiché aveva preso con la forza e le truppe una tanto famosa città, non reputò che ciò si addicesse alla gloria del popolo Romano, ovvero distruggere, cancellare e abbattere questa bellezza, dalla quale soprattutto non si prospettava nessun pericolo. Osserviamo le cose che furono trasferite a Roma presso il tempio di Onore e di Virtù e in altri luoghi : non collocò nulla nelle case, nulla nei giardini, nulla nel suo podere fuori città. Ne lasciò invece moltissime e bellissime a Siracusa; in vero, non violò nessuna divinità, e non toccò cosa alcuna (nulla).