Nec in Italia segnius Ligurum bellum crescebat. Pisas iam quadraginta milibus hominum, adfluente cotidie multitudine ad famam belli spemque praedae, circumsedebant. Minucius consul Arretium die quam edixerat ad conueniendum militibus uenit. inde quadrato agmine ad Pisas duxit, et cum hostes non plus mille passuum ab oppido trans fluuium mouissent castra, consul urbem haud dubie seruatam aduentu suo est ingressus. postero die et ipse trans fluuium quingentos ferme passus ab hoste posuit castra. inde leuibus proeliis a populationibus agrum sociorum tutabatur: in aciem exire non audebat nouo milite et ex multis generibus hominum conlecto necdum noto satis inter se ut fidere alii aliis possent. Ligures multitudine freti et in aciem exibant, parati de summa rerum decernere, et abundantes militum numero passim multas manus per extrema finium ad praedandum mittebant, et cum coacta uis magna pecorum praedaeque esset, paratum erat praesidium per quod in castella eorum uicosque ageretur.

Anche in Italia la guerra contro i Liguri si allargava altrettanto velocemente. Pisa era stretta d'assedio ad opera di quarantamila uomini, cui se ne aggiungevano ogni giorno moltissimi altri richiamati dalle buone notizie di quel conflitto e dalla speranza di bottino. Il console Minucio giunse ad Arezzo nel giorno che aveva fissato per il raduno dei soldati: da lì egli li condusse in schiera quadrata a Pisa. Poiché i nemici avevano spostato l'accampamento a non più di un miglio dalla città, oltre il fiume, il console poté entrare in città: non vi era dubbio che Pisa era stata salvata dal suo arrivo. Il giorno dopo egli andò a porre a sua volta gli accampamenti al di là del fiume a circa mezzo miglio dal nemico. Lì, impegnandosi in piccoli scontri, impediva che le campagne degli alleati fossero saccheggiate. Non osava scendere a battaglia campale perché il suo esercito era formato da reclute, oltre a tutto di provenienze diverse e troppo poco affiatate tra di loro perché ci potesse essere fiducia reciproca, i Liguri, fiduciosi nella loro preponderanza numerica, non solo scendevano sul terreno pronti ad affrontare la battaglia decisiva, ma anche, visto che disponevano di effettivi in sovrabbondanza, mandavano molte pattuglie a far preda nelle parti più lontane del territorio. Ogni volta che avevano radunato una gran quantità di bestiame e bottino, era pronta una scorta per condurre tutto nei loro fortini e nei loro villaggi.